Tag: Natale

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    29 giugno: Pietro, Paolo, la forza del simbolo e i Segni dei Tempi

    L’uomo è un essere calato nel tempo, è “fatto di tempo”, ma esso lascia che la sua storia – e ancor più la storia dell’umanità tutta – si sbiadisca, poiché il tempo ha per lui soltanto un connotato quantitativo. E così, la melior pars, gli sfugge. La storia si riduce ad anagrafica e storicismo.

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    Dalle origini, oltre le origini

    Le ruggini iniziano a sciogliersi. Le illusioni sfioriscono, una per volta. Dolore dopo dolore, alcuni cuori e menti finalmente mostrano spiragli prima d’ora inaspettati. La sofferenza è la via più sicura per la santità e anche per la sapienza. Ma ancora molto fuoco dovrà scendere sulle incrostazioni prima di mostrare la lucentezza delle forme.

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    E anche quest’anno è arrivato il Natale… ma il vero Natale è ogni giorno

    Anche quest’anno è arrivato il Natale… e già, come passa il tempo. Ti svegli che siamo a Luglio e ti ritrovi a Dicembre, con la città piena di luci, di festa, di gente, di bambini…. e di persone mascherate!! Quasi quasi lo stavo per dimenticare!

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    Buon Natale a chi?

    In questi giorni, è regola di buona educazione fare gli auguri. Un gesto facile, veloce e apparentemente privo di controindicazioni. La maschera obbligatoria – normale, super o F2- esenta anche dal debole sorriso di circostanza, atteggiato alla finta, sbrigativa bonomia con la quale adempiamo all’obbligo. Auguri; di buon Natale, poi… Una volta ancora, e con convinzione incrollabile, ci sottraiamo alle frasi di circostanza, aiutati dalla paura generale di avvicinarsi agli altri e – orrore massimo- di stringere loro la mano. Buon Natale a chi, porca miseria?

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    Retta di Natale

    È bene festeggiare il Natale.
    Lascia stare i costrutti mentali e vai di cuore!

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    Dies Natalis

    Quando Roma si fece, con il favore delle divinità autoctone e straniere, si chiuse un cerchio; un sacro sulcus, una linea circolare inamovibile che divenne il centro simbolico e rituale d’ogni sua gloria futura. Il Pomerio (post-murum) ovvero confine esterno ne sanciva tracciato inviolabile. Al suo interno, le prime famiglie costruirono abitazioni circolari. Ognuna di queste aveva un patriarca ovvero un pater familias, depositario della conoscenza del sacro che veniva trasmessa al suo gruppo d’appartenenza. Un pontifex che intorno al centro sacrale-fuoco della propria capanna, aveva il ruolo di intermediario terrestre dei culti e riti che rinsaldavano l’affiliazione/adesione alla ristretta comunità che poi si fece villaggio, città, Impero e vide nel Pontefice Massimo o re, il reggitore della sfera collettiva del sacro. Ma l’impronta era stata data ed il capo famiglia rimase, con funzione centrale insieme ed in forma differente alla Matrona romana, – vaso contenente il seme – centro del nucleo familiare.

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    Natale: una nuova nascita

    Nel tempo che stiamo attraversando molti sembrano vivere nell’attesa della “fine di qualcosa”, ma non nell’operare e nel prepararsi ad un “nuovo inizio”. Lo sguardo è sempre rivolto al passato, come se una donna prima del parto, pensasse solo a quando terminano le doglie, anziché pensare al figlio che sta per dare alla luce. Vediamo la notte, ma non ci muoviamo verso il richiamo dell’aurora che ci attende.