Tag: nordstream2

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    “Fatto!” Truss accusata di aver inviato un messaggio a Blinken dopo le esplosioni del Nord Stream

    L’ex primo ministro britannico Liz Truss subito dopo l’esplosione al Nord Stream ha inviato un messaggio al segretario di Stato americano Blinken “Tutto è fatto”, scrive l’edizione britannica del Daily Mail.

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    Gli europei sono stati ben giocati dagli americani

    Due massicci attacchi terroristici sono falliti in modo spettacolare e nella guerra in Ucraina ed è nata una terribile evidenza. Questi due attacchi attentamente pianificati in rapida successione – ai gasdotti Nord Stream e al ponte di Crimea – avevano lo scopo di sferrare un colpo mortale alla Russia.

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    Biden era stato chiaro: “Toglieremo di mezzo il gasdotto Nord Stream 2”. Sull’Europa si stringe il cappio transatlantico

    Scrive ai suoi lettori la portavoce del ministero degli esteri russo Maria Zakharova:
    Stai ancora cercando una risposta alla domanda, chi c’è dietro l’intero sanguinoso scenario ucraino, la distruzione della cooperazione europea e la crisi mondiale globale?

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    Il sabotaggio del Nord Stream 2

    Il 26 settembre, è stata segnalata una fuga di gas dai gasdotti Nord Stream 1 e Nord Stream 2. L’operatore del gasdotto ha riferito che l’incidente di caduta di pressione del Nord Stream 2 si è verificato nella zona economica esclusiva danese a sud-est di Bornholm. I gasdotti offshore Nord Stream e Nord Stream 2 hanno una capacità combinata di 110 miliardi di metri cubi. Al momento dell’emergenza non veniva pompato gas, ma all’interno c’era gas di processo che aveva raggiunto la superficie del mare.

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    C’è l’inverno davanti a noi

    Due giorni fa ho riacceso il televisore, giusto in tempo per sentire un paio di opinionisti molto accreditati sostenere che i russi, dopo aver passato settimane ad autobombardarsi nella centrale nucleare di Zaporizhzhia, invece di chiudere definitivamente i rubinetti del gas, si sono autosabotati il North stream 1 e 2.

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    Gli strateghi di Washington hanno sballato tutte le loro previsioni sul conflitto in Ucraina

    Gli eventi del 20-21 settembre – l’annuncio dei referendum nei territori liberati e il discorso di Putin – hanno cambiato radicalmente il quadro diplomatico e militare del conflitto tra la Russia e la NATO sul territorio dell’Ucraina.
    L’illusione coltivata dagli anglo USA di un rapido deterioramento della forza militare russa, basata sulla impreparazione di Mosca alle misure per costituire un contingente militare adeguato, la disponibilità dimostrata inizialmente ad un negoziato, la riluttanza nel colpire i centri decisionali di Kiev e portare fino in fondo l’offensiva, in risposta ai bombardamenti ucraini sul territorio russo, tutto questo aveva creato l’impressione che fosse possibile concordare con la Russia un negoziato sul ritorno allo status quo anteriore all’inizio della offensiva del 25 del Febbraio.

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    L’impero delle menzogne sulle armi biologiche

    Il programma statunitense di armi biologiche in corso in Ucraina è stato uno dei tre motivi principali che hanno portato al lancio dell’Operazione Z.
    Quali sono le radici che si stringono, quali i rami che crescono
    Da questa spazzatura pietrosa?
    Figlio dell’uomo,
    Non puoi dirlo, né indovinarlo, perché conosci solo
    Un cumulo di immagini spezzate, dove il sole batte,
    e l’albero morto non dà riparo, il grillo non dà sollievo,
    e la pietra secca non fa rumore d’acqua.

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    L’utopia energetica europea

    Pressata dall’elevata dipendenza energetica (oltre il 50%), dall’elevata volatilità dei prezzi del gas e del petrolio dovuta a fattori geopolitici destabilizzanti e dall’urgenza di garantire un approvvigionamento energetico sicuro, l’UE ha attuato una strategia energetica basata sugli accordi preferenziali con la Russia e l’Algeria per la fornitura di gas, nell’utilizzo di centrali nucleari obsolete al posto dei reattori atomici di nuova generazione EPR2 (European Pressurized Water Reactor) e nella promozione straordinaria delle energie rinnovabili (1° produttore al mondo), con l’obiettivo inequivocabile di raggiungimento dell’autosufficienza delle risorse energetiche e idriche all’orizzonte del 2030.