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    La polemica eurasiatica nell’opposizione [1]

    Negli ultimi tempi, il delicato equilibrio nel campo dell’opposizione politica e ideologica ha cominciato a essere sconvolto da una polemica crescente tra “etno-centristi” ed “eurasiatici”, “rossi” e “bianchi”, ecc. Da un lato, questa polemica ha chiarito i principi dottrinali di varie tendenze, movimenti e partiti che prima erano troppo spesso vaghi e formulati solo inconsciamente. Questo è un aspetto positivo.

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    L’agonia del mondo tra la fine definitiva e un nuovo inizio

    In questo momento storico, il mondo sta vivendo un particolare tipo di fermentazione. È un movimento apparentemente caotico, spasmodico o (forse più precisamente) agonistico. A parte lo spettacolo rumoroso creato da una civiltà planetaria artificiale che si ostina a cercare di mantenerci in uno stato di “allegria”, in cui “pensare positivo” significa perdere la capacità umana di base di una sobria contemplazione del mondo. L’uomo attuale, quando si vede staccato dal trambusto della banalità quotidiana, cade in uno stato di profonda inquietudine.

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    L’uomo più pericoloso per l’Occidente

    Di Valery Korovin
    16/09/2022

    “The most dangerous man in the world” – “l’uomo più pericoloso del mondo” – è così che il filosofo e geopolitico russo Aleksandr Dugin viene chiamato dai suoi omologhi americani. Già questo è sufficiente perché una persona decente presti la massima attenzione alle idee di Dugin.

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    Sull’orlo della Terza guerra mondiale

    Negli ultimi giorni si è assistito a un significativo spostamento dell’equilibrio di potere in Ucraina. Questo deve essere compreso nella sua interezza.
    I contrattacchi di Kiev sono stati generalmente infruttuosi nella regione di Kherson, ma, ahimè, efficaci nella regione di Kharkiv. È la situazione a Kharkiv e la ritirata forzata delle forze alleate a costituire il punto di svolta. Mettendo da parte gli effetti psicologici e i legittimi sentimenti dei patrioti, va registrato che nell’intera storia della SMO siamo arrivati al punto di non ritorno.

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    Sovranità, il convitato di pietra

    Il dibattito elettorale è un baccano di accuse e contro accuse, pettegolezzi e insinuazioni che mascherano a malapena appetiti personali e lotte di cricche autoreferenziali. Pochi programmi o nessuno, fotocopie sbiadite l’uno dell’altro, indifferenza per i problemi reali degli elettori, che infatti si tengono alla larga e probabilmente polverizzeranno ogni record di astensione dal voto il 25 settembre.

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    Guerra escatologica: la Russia e l’Occidente [4]

    Carl Schmitt sostiene che il Katechon non può essere altro che l’Impero cristiano, il potere che trattiene l’Anticristo, la forza negentropica che respinge il male e l’entropia, l’espansione e l’aumento del disordine.
    “Per questo Impero cristiano era essenziale che non fosse un Impero eterno, ma che tenesse presente la propria fine e la fine dell’età presente, pur essendo capace di potenza storica. Il concetto decisivo che fonda storicamente la sua continuità è quello del potere che regge, il Katechon. Per Impero si intende qui la potenza storica che può trattenere l’apparizione dell’Anticristo e la fine dell’età presente, una forza che trattiene, secondo le parole dell’apostolo Paolo nella sua seconda lettera ai Tessalonicesi, capitolo 2.

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    Ethnos, popolo, nazione come categorie etnosociologiche

    Il problema dell’uso dei termini “ethnos”, “nazione” e “popolo” è estremamente complesso, poiché storicamente sono stati usati come sinonimi o antonimi, o come sottocategorie l’uno dell’altro, e nelle configurazioni più inaspettate. E non si tratta nemmeno del “Sacro Romano Impero della Nazione Tedesca”, o di “nazioni” nell’Europa medievale. In Transilvania, ad esempio, solo gli ungheresi, i secessionisti e i tedeschi furono inclusi tra le “nazioni”; i rumeni ortodossi non furono inclusi nello status di “nazione”. Nel Commonwealth polacco-lituano l’espressione Gente Ruthenus, natione Polonus: origine rutena, nazione polacca.

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    Il tempo di Dugin

    Il volto di Dugin è illuminato dall’esplosione, le tempie si stringono tra le mani, la bocca si spalanca in un urlo. Il volto di un padre la cui amata figlia viene uccisa davanti a lui. Il volto di un martire per il quale il cattivo ha escogitato una tortura terribile e insopportabile. Il volto di un profeta crocifisso su una croce. Il volto di un eroe che muore per un valore supremo.

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    Vieni, Luce vera!

    È la grande festa della Trasfigurazione del Signore. La festa della Trasfigurazione, chiamata popolarmente festa delle mele, ha un grande significato per la struttura stessa del tempo ortodosso. Non è solo la fine dell’estate, è la dimensione spirituale più alta di quello che può essere chiamato il raccolto.

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    Curdi: etnologia, religione, geopolitica

    I curdi sono un popolo indoeuropeo, che da un certo momento ha iniziato a svolgere un ruolo importante nell’area che comprende l’Anatolia orientale, l’area interfluviale settentrionale e l’Iran nord-occidentale – il territorio precedentemente abitato dagli hurriani, che in seguito migrarono a nord verso la regione del Caucaso.