Tag: olocausto

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    L’assassinio di Darya Dugina o l’olocausto dell’Europa

    I popoli d’Europa sono testimoni del macabro spettacolo del loro autoannientamento. Hanno pagato, e continuano a farlo, per avere una sedia dove sedersi comodamente e contemplare così, mangiando popcorn, il processo di sterminio del loro paese.
    Cambieranno presto il loro ruolo: dal loro ruolo passivo e consumistico di spettatori (questa è, in effetti, la “società dello spettacolo”) si sposteranno rapidamente e senza accorgersene ad altri spazi funzionali più dolorosi: schiavi e vittime di un orribile olocausto. L’olocausto d’Europa.

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    La storia oscurata dal Pale o Settlement. Alla scoperta di un’area cruciale per i destini del mondo [1/2]

    Le due mappe sottostanti [1], che prego il lettore osservare subito, riproducono il “Pale of Settlement”, l’area geografica nella quale gli Zar russi rinchiusero le comunità ebraiche dal 1791 al 1917, per 126 anni. L’area comprende le attuali Ucraina e Bielorussia, e parti delle attuali Polonia e Russia, con una estensione totale più o meno pari a quella della Francia. Nonostante l’estensione geografica e l’evidente importanza storica, nei programmi scolastici ed universitari occidentali il “Pale of Settlement” viene a stento menzionato, e le allegate mappe vengono sistematicamente ignorate – come se fossero solo “un dettaglio” della storia europea.

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    La proposta di referendum sull’accordo di pace dell’Ucraina è una distrazione demagogica

    Il presidente ucraino Zelensky ha proposto di sottoporre un potenziale accordo di pace con la Russia a un referendum a causa dei potenziali compromessi che potrebbe comportare, il che ha spinto il portavoce presidenziale russo Peskov a rispondere che “mettere [i termini] davanti al pubblico, in questo momento, può solo minare i negoziati che stanno già andando molto più lentamente e sono meno sostanziali di quanto vogliamo che siano”. Ciononostante, farlo servirebbe da distrazione demagogica dall’ultima svolta del leader ucraino verso la dittatura che si è rapidamente dispiegata dopo che ha messo al bando molteplici partiti di opposizione (anche se vistosamente non i movimenti neonazisti come quello di Azov che serve a fianco delle forze armate del suo paese) e consolidato tutti i canali televisivi nazionali in un’unica piattaforma.