Tag: Polonia

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    La storia oscurata dal Pale o Settlement. Alla scoperta di un’area cruciale per i destini del mondo [1/2]

    Le due mappe sottostanti [1], che prego il lettore osservare subito, riproducono il “Pale of Settlement”, l’area geografica nella quale gli Zar russi rinchiusero le comunità ebraiche dal 1791 al 1917, per 126 anni. L’area comprende le attuali Ucraina e Bielorussia, e parti delle attuali Polonia e Russia, con una estensione totale più o meno pari a quella della Francia. Nonostante l’estensione geografica e l’evidente importanza storica, nei programmi scolastici ed universitari occidentali il “Pale of Settlement” viene a stento menzionato, e le allegate mappe vengono sistematicamente ignorate – come se fossero solo “un dettaglio” della storia europea.

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    La Polonia contribuisce al piano militare statunitense

    Negli ultimi mesi, l’élite politica polacca ha scatenato una dura propaganda anti-russa e anti-Putin. Ciò ha portato a un’imbiancatura dei media utilizzati da USA/NATO per creare l’impressione che tutte le “atrocità” che si verificano in Ucraina siano state commesse per mano di soldati russi “barbari”. Non si fa menzione del conflitto civile guidato dai neonazisti dell’Azov (bandito nella Federazione Russa – N.d.R.), e il presidente Zelensky è ritratto come un eroe coraggioso.

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    È davvero nel migliore interesse della Polonia pianificare l’annessione dell’Ucraina occidentale?

    Lo scenario dell’annessione dell’Ucraina occidentale di cui aveva messo in guardia il capo dello spionaggio russo Naryshkin, comporterebbe in realtà il più grande trasferimento di ricchezza polacca dalla perdita del “Kresy” dopo la seconda guerra mondiale. La stabilità socioeconomica della Polonia soffrirà certamente e forse sarà irrimediabilmente colpita da una ridistribuzione così radicale della ricchezza ai milioni di rifugiati all’interno del suo territorio e a coloro che vivono nell’Ucraina occidentale, i quali saranno i destinatari di questi investimenti astronomici.

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    La guerra nucleare è all’orizzonte

    Alcuni lettori si sono chiesti perché la Russia consideri l’adesione della Finlandia alla NATO come una provocazione. Per lo stesso motivo per cui lo è l’adesione dell’Ucraina: basi missilistiche statunitensi al confine con la Russia.
    Gli Stati Uniti non hanno attualmente missili ipersonici, ma prima o poi li avranno. Tali missili ai confini della Russia potrebbero raggiungere Mosca in 3 o 4 minuti, chiaramente una minaccia esistenziale. Insieme alla Finlandia, Washington vuole le basi in Svezia e negli Stati baltici e ha già basi missilistiche in Polonia e Romania.

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    Fantasie di grandezza polacca

    La Polonia rappresenta ora l’egemone autoproclamato dell’Europa orientale, situato nella sfera d’influenza americana e britannica, ma la Gran Bretagna è stata più attiva nel sostenere il progetto Inter-Sea (o Intersea), sperando di rafforzare la sua importanza nella regione in futuro.

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    Una zona cuscinetto o la Terza guerra mondiale

    Svegliamoci, gente! Siamo sull’orlo dello scoppio della Terza guerra mondiale, in cui ci sarebbe certamente uno scambio completo di attacchi nucleari tra la NATO e la Russia, con un’altissima probabilità che altre potenze nucleari vengano coinvolte in questo conflitto. Possiamo dire liberamente che mai in tutta la storia dell’umanità siamo stati più in pericolo di adesso, in questa invidiabile situazione in cui ci siamo trovati – solo apparentemente da un giorno all’altro. Tuttavia, le persone da cui dipende maggiormente se ci sarà o meno quell’ultimo conflitto globale, non sembrano preoccuparsi minimamente. Al contrario, intendono “spegnere” le fiamme della guerra in Ucraina con la benzina per diffondere il conflitto in altri paesi.

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    “Peacekeepers” polacchi per l’Ucraina: minacce e prospettive

    Il 24 marzo si terrà a Bruxelles un vertice di emergenza della NATO. Il secondo incontro dei leader dei paesi dell’Alleanza del Nord Atlantico nell’ultimo mese sarà dedicato al conflitto tra Russia e Ucraina. Anche prima dell’inizio dell’operazione militare speciale della Russia in Ucraina, i paesi della NATO hanno iniziato a fornire supporto militare attivo a Kiev. Durante l’operazione militare, la fornitura di armi all’Ucraina è aumentata in modo significativo.

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    Sulla questione Ucraina [2/3]

    Così, a cavallo tra il XVII e il XVIII secolo ebbe luogo l’ucrainizzazione della cultura spirituale della Grande Russia. La distinzione tra le edizioni russa occidentale e moscovita della cultura russa fu abolita eliminando l’edizione moscovita, e la cultura russa divenne unificata.

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    Etnosociologia dell’Ucraina nel contesto dell’operazione militare

    La comprensione approfondita dell’operazione militare speciale in Ucraina richiede una spiegazione preliminare: con che cosa, nel senso più ampio della parola, abbiamo a che fare? I concetti di “nazione”, “nazionalità”, “popolo”, “ethnos” sono totalmente confusi, e quindi quelli di “russi”, “ucraini”, “piccoli russi”, ecc. Dovremmo prima dare una mappa etno-sociologica e distribuire i concetti con cui operiamo nell’analisi di questo conflitto.

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    Le menzogne mediatiche e le prossime mosse

    Oggettivamente le cose volgono al peggio. Il menzognero bombardamento mediatico dell’Occidente per mostrificare la Russia sale di livello. Di ieri la notizia che i russi hanno bombardato un ospedale pediatrico. Gli ucraini sul posto hanno dichiarato che ci sono stati 17 feriti e un morto tra le “persone”. Zelenskjy in mondovisione ha invece dichiarato che è stata strage di puerpere e neonati e i caritatevoli bombardatori degli ospedali di Belgrado e Baghdad gli sono andati in coda. Lo schema teso ad indignare l’opinione pubblica occidentale è lo stesso usato in Siria quando i media occidentali riprendendo la dichiarazione degli USA e relativi compari di merenda elencarono il bombardamento di 28 ospedali pediatrici a Damasco, quando in totale Damasco ne contava 2. Non viene detto che l’ospedale ucraino era evacuato dalle partorienti e dal personale medico e trasformato i sotterranei in deposito militare da parte dell’esercito ucraino.