Tag: realismo

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    Pillole programmatiche [5]: realismo geopolitico, multipolarismo e la prospettiva della neutralità

    Abbiamo già avuto modo di sottolineare il nesso interno cruciale tra la richiesta di ripristino della sovranità popolare e le condizioni di agibilità della democrazia. L’idea di sovranità popolare è gemellata sul piano dei rapporti internazionali con l’idea di “autodeterminazione dei popoli”: di principio ciascun popolo ha diritto al perseguimento delle proprie linee di sviluppo, conformi al proprio tracciato storico-culturale e alla propria collocazione territoriale.

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    Teorie poco plausibili sulla vittoria dell’Ucraina

    Mentre le truppe russe rafforzano le loro posizioni in Ucraina, il presidente e gli alleati del paese sembrano aver raggiunto un consenso: l’Ucraina deve lottare per la vittoria e ripristinare lo status quo prebellico. La Russia rinuncerà alle conquiste territoriali ottenute da febbraio. L’Ucraina non riconosce né la riunificazione con la Crimea né gli stati ribelli nel Donbass e continuerà il suo percorso verso l’adesione all’UE e alla NATO.

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    Il NWO nel contesto delle teorie delle relazioni internazionali

    Abbiamo bisogno di capire cosa sta succedendo a noi e intorno a noi. Per fare questo non basta il buon senso, ci devono essere delle metodologie. Consideriamo, dunque, la SMO (Special Military Operation – Operazione Militare Speciale) nel contesto di una disciplina come le Relazioni Internazionali (RI).

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    Sul realismo speculativo

    Oggi ci dedicheremo alla filosofia contemporanea, più precisamente al realismo speculativo e all’ontologia orientata agli oggetti. A mio avviso, si tratta di una questione molto importante. Devo ammettere di non aver interpretato del tutto correttamente il realismo speculativo, a cominciare da Quentin Meillassoux. Mi è sembrato che nella sua difesa del nuovo materialismo, nella sua lotta del soggetto contro il soggetto, nella sua apologia dell’eventualità, nella proposta, nell’ambito della filosofia della rivoluzione copernicana, di spostare il soggetto dalla sua posizione centrale e di trasferirlo alla periferia, ci fosse qualcosa di arcaico in tutto ciò, che ricorda il materialismo del XIX secolo, di positivismo acritico, anche per le critiche mosse a Deleuze, accusato dei suoi vari “vitalismi”.