Tag: ritirata

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    Kherson, l’ultima frontiera della ritirata

    Una città russa, la capitale di una delle regioni russe – come Belgorod, Kursk, Donetsk o Simferopol – è stata consegnata. A chi non è russo forse potrebbe non interessare. I russi ora stringono i denti per il dolore, piangono e soffrono come se il loro cuore fosse stato strappato e i loro figli, fratelli, madri e mogli uccisi davanti a loro.

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    Non si può negare che la parziale ritirata da Kherson abbia un’ottica politica scomoda

    A prescindere da come si cerca di interpretarla, una battuta d’arresto è sempre una battuta d’arresto e non dovrebbe mai essere coperta con teorie cospirative come molti nella comunità degli Alt-Media sono inclini a fare. Questi sviluppi devono essere affrontati direttamente, anche se adeguatamente presentati nel grande contesto strategico della Nuova Guerra Fredda.

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    Confronto e contrasto tra le ritirate della Russia dalle regioni di Kharkov e Kherson

    In questo periodo è della massima importanza applicare il consiglio del Presidente Putin di non indulgere in pensieri velleitari, evitando le teorie cospirative degli “scacchi a 5D” e altri meccanismi di coping, per non gonfiare artificialmente le speranze dei sostenitori della Russia e metterli così di fronte a un’altra possibile caduta imminente.

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    Dalla ritirata alla sconfitta

    È fatta: le forze ucraine hanno pietosamente abbandonato Severodonetsk, attraversando su zattere di fortuna e gommoni da spiaggia il fiume Donetsk che separa la città liberata da quella di Lisichansk, minacciata di rapido accerchiamento da parte delle forze russo-repubblicane provenienti dal saliente di Popasnaya (vedi su questo argomento l’ultimo SITREP su questo settore). I pochi soldati ucraini già accerchiati sulla sponda sinistra del Donetsk sono dunque condannati a morire o ad arrendersi.