Tag: Romania

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    L’accordo sul grano: ripresa e prospettiva di rinnovamento

    Il 2 novembre, il Ministero della Difesa russo ha dichiarato di aver ricevuto garanzie scritte dall’Ucraina di non utilizzare il corridoio del grano per azioni militari contro la Russia. In questo modo, Mosca ha ripristinato la sua partecipazione al “patto del grano” interrotto quattro giorni prima. Il presidente russo Vladimir Putin, in un colloquio con il suo omologo indonesiano Joko Widodo, ha confermato che Mosca sta riprendendo l’attuazione dell'”accordo sul grano”.

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    La Romania si fa artefice di un’espansione mirata in Moldova e Ucraina

    La Romania è famosa per la leggenda del conte Dracula, è conosciuta come una repubblica con magnifici castelli e villaggi medievali, è il paese economicamente più sviluppato dell’Europa orientale. Ma dietro le quinte resta il fatto che questo è un paese che annette con successo territori significativi, compresi interi paesi, è impegnato nello sradicamento di popoli senza sanzioni né pressioni da parte degli Stati Uniti e dell’Europa, al contrario della Russia (per la stessa Crimea) o Cina (nel caso degli uiguri).

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    La Transnistria, una regione “esplosiva”

    Il 2 settembre è un giorno festivo in Transnistria – il giorno della formazione della Repubblica Moldova Transnistriana (TMR). Esattamente 32 anni fa, il 2 settembre 1990, il Secondo Congresso Straordinario dei Deputati del Popolo di tutti i livelli della Transnistria adottò una dichiarazione sulla formazione della Repubblica Socialista Sovietica Moldova Transnistriana (PMSSR) all’interno dell’URSS. La disputa tra Chisinau e Tiraspol sulla scelta del vettore geopolitico ha portato alla guerra nel 1992. Il conflitto è rimasto congelato negli ultimi 30 anni. Tuttavia, ora c’è la possibilità che raggiunga un nuovo livello.

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    La guerra nucleare è all’orizzonte

    Alcuni lettori si sono chiesti perché la Russia consideri l’adesione della Finlandia alla NATO come una provocazione. Per lo stesso motivo per cui lo è l’adesione dell’Ucraina: basi missilistiche statunitensi al confine con la Russia.
    Gli Stati Uniti non hanno attualmente missili ipersonici, ma prima o poi li avranno. Tali missili ai confini della Russia potrebbero raggiungere Mosca in 3 o 4 minuti, chiaramente una minaccia esistenziale. Insieme alla Finlandia, Washington vuole le basi in Svezia e negli Stati baltici e ha già basi missilistiche in Polonia e Romania.

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    L’opposizione di velluto, la visione procustea e la paralisi volitiva

    Affronto nuovamente il tema che ho affrontato qualche giorno fa in un video-saggio, sui due tipi di opposizione politica in Romania, che sono complementari e non contraddittori tra loro. Lo stesso fenomeno è osservabile, infatti, in altri paesi ex-comunisti, ma il suo impatto in Romania è particolarmente schiacciante e soffocante.
    Ho chiamato i due tipi di contestazione del potere politico dalla posizione di un partito politico, di un politico indipendente, di un giornalista o di un analista come “opposizione controllata” e “opposizione conveniente”.

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    Lo schianto del drone di origina ucraina in Croazia ha messo in luce la vulnerabilità della NATO

    Un drone di origine ucraina che ora le autorità sostengono fosse armato con esplosivi si è scandalosamente schiantato in Croazia alla fine della scorsa settimana senza che sia stato fatto alcun tentativo di intercettarlo. Il primo ministro croato Andrej Plenkovic ha criticato gli alleati NATO del suo paese, dichiarando che “Questa era una minaccia pura e chiara e sia la NATO che l’UE avrebbero dovuto reagire”. Molto chiaramente, questo incidente ha esposto le vulnerabilità della NATO, vale a dire la sua incapacità di difendere lo spazio aereo dei suoi stati membri da violazioni di forze potenzialmente ostili. Resta poco chiaro se il drone fosse dell’Ucraina o della Russia, anche se le indicazioni suggeriscono che era probabilmente del primo, ma nulla è stato confermato al momento della pubblicazione.

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    Le menzogne mediatiche e le prossime mosse

    Oggettivamente le cose volgono al peggio. Il menzognero bombardamento mediatico dell’Occidente per mostrificare la Russia sale di livello. Di ieri la notizia che i russi hanno bombardato un ospedale pediatrico. Gli ucraini sul posto hanno dichiarato che ci sono stati 17 feriti e un morto tra le “persone”. Zelenskjy in mondovisione ha invece dichiarato che è stata strage di puerpere e neonati e i caritatevoli bombardatori degli ospedali di Belgrado e Baghdad gli sono andati in coda. Lo schema teso ad indignare l’opinione pubblica occidentale è lo stesso usato in Siria quando i media occidentali riprendendo la dichiarazione degli USA e relativi compari di merenda elencarono il bombardamento di 28 ospedali pediatrici a Damasco, quando in totale Damasco ne contava 2. Non viene detto che l’ospedale ucraino era evacuato dalle partorienti e dal personale medico e trasformato i sotterranei in deposito militare da parte dell’esercito ucraino.

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    A chi potrebbero andare i territori dell’Ucraina?

    Il conflitto in Ucraina ha mostrato l’estrema debolezza dello stato con capitale a Kiev. Ottenendo l’indipendenza in confini in gran parte casuali che una volta erano solo amministrativi, questo stato, dopo due settimane di ostilità, sta crollando. Anche se i combattimenti si trascinano all’infinito, la sconfitta dell’Ucraina è inevitabile. In quest’ultimo caso, il prossimo passo è quello di riformare lo spazio politico dell’ex Ucraina.
    In questo caso, i vicini dell’Ucraina possono richiamare le loro rivendicazioni territoriali o formularne di nuove. Quasi tutti i paesi che circondano l’Ucraina hanno una tale opportunità.