Tag: sacrificio

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    Kherson, l’ultima frontiera della ritirata

    Una città russa, la capitale di una delle regioni russe – come Belgorod, Kursk, Donetsk o Simferopol – è stata consegnata. A chi non è russo forse potrebbe non interessare. I russi ora stringono i denti per il dolore, piangono e soffrono come se il loro cuore fosse stato strappato e i loro figli, fratelli, madri e mogli uccisi davanti a loro.

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    Putin proclama l’idea russa

    Il 30 settembre 2022 è stato un punto di svolta storico. In questo giorno, tutti gli eventi recenti, già dotati di un enorme significato, hanno raggiunto il culmine. Il 30 settembre tutto era importante: non solo ciò che si diceva, ciò che si faceva, ciò che si firmava, ma anche come veniva inquadrato, con quale espressione facciale e con quale voce veniva pronunciato. Tutto sommato, è stato un punto di svolta. Non una routine, non la continuazione di una tendenza, ma un nuovo inizio.

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    La Dottrina del Sacrificio: spunti da un viaggio

    Nel percorrere, in lungo ed in largo, la splendida isola di Cipro, non potevo non soffermarmi dinnanzi alla splendida spiaggia di “Petra tou Romìu”, dalle spume del cui mare, si narra sia fuoruscita, in tutta la sua bellezza, la Dea Afrodite/Venere, generata dalla spuma fuoruscita dal Dio Urano, evirato dal proprio figlio Cronos/Saturno. E qui, non poteva non tornare alla mente il tema del sacrificio primordiale che, in tutte le narrazioni mitologiche e religiose, fa da premessa al sorgere del mondo nelle sue molteplici manifestazioni.

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    Darya Dugina, sacrificio per l’eternità

    Il brutale attentato in cui Daria Dugin, figlia del grande filosofo russo Aleksandr Dugin, è stata uccisa il 20 agosto 2022, lascia dietro di sé molti significati. L’evento deve essere considerato con attenzione: si rivela essere molto più di un semplice omicidio. È un momento che potrebbe diventare una pietra miliare della storia moderna.

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    L’assassinio di Darya Dugina o l’olocausto dell’Europa

    I popoli d’Europa sono testimoni del macabro spettacolo del loro autoannientamento. Hanno pagato, e continuano a farlo, per avere una sedia dove sedersi comodamente e contemplare così, mangiando popcorn, il processo di sterminio del loro paese.
    Cambieranno presto il loro ruolo: dal loro ruolo passivo e consumistico di spettatori (questa è, in effetti, la “società dello spettacolo”) si sposteranno rapidamente e senza accorgersene ad altri spazi funzionali più dolorosi: schiavi e vittime di un orribile olocausto. L’olocausto d’Europa.

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    I sacrificabili: la biopolitica del sacrificio umano

    Qui c’è un ospedale nel centro di Vancouver chiamato St. Paul’s che, per quelli di una certa età, ricorda il St. Elsewhere della TV — una struttura fatiscente che, come il suo tenace personale, sembra pronta a sgretolarsi sotto il peso dell’infinita fatica.

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    Il rito della guerra

    Là dove non arrivano la volontà e l’amore irrompe la “forza del dovere”. La bilancia del Cosmo aggiunge così qualche pena purificatrice per riequilibrare i pesi dei tanti peccati (leggasi deviazioni dalla Verità). Gli uomini tendono a chiamare questo genere di eventi, disgrazie, perché sono troppo ciechi e presuntosi per riconoscere in essi il vero nome: Provvidenza.

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    Opportunità e visione

    In questi ultimi giorni incontrando persone che come me rifiutano la terapia genica, ho visto dilagare non solo la speranza di ricevere il contagio, ma addirittura l’intenzione di procurarselo a tutti i costi assumendo volontariamente secrezioni infette proprie a chi è contagiato. Sinceramente anch’io stavo prendendo in considerazione una simile opportunità, chiaramente senza scendere a raccapriccianti livelli di buongustaio, ma che comunque andasse a contrastare la stretta mortale di chi ci governa, della quale il ricatto pressoché totale non lascia molte alternative. Tuttavia qualcosa mi ha frenato dall’affrettarmi a questa risoluzione, come la sensazione di andare a mettere una toppa peggiore dello strappo.