Tag: Seba

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    L’operazione speciale in Ucraina e il contributo della Russia alla decolonizzazione dell’Africa: intervista con il panafricanista Kemi Seba

    L’operazione speciale della Russia in Ucraina ha scoperto tutte le conseguenze dell’influenza occidentale sulle autorità di Kiev. Su istigazione di Washington, lo stato, una volta fraterno, è diventato una roccaforte del neonazismo e della russofobia, poco caratteristico di qualsiasi nazione slava.
    Nella comunità di esperti, la liberazione dell’Ucraina dall’egemonia occidentale è stata paragonata al processo di decolonizzazione in Africa. Gli stati del continente nero hanno sperimentato la vita sotto l’oppressione degli imperialisti, interessati unicamente a soddisfare le proprie ambizioni, spesso predatorie.

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    Kemi Seba: la Russia fa la guerra al globalismo

    L’operazione militare della Russia in Ucraina è un passo decisivo per cambiare l’ordine mondiale globale. È la fine del vecchio mondo unipolare e l’emergere di un nuovo mondo multipolare. È così che viene percepito, anche dagli antiglobalisti in Africa che difendono l’idea del panafricanismo – l’unificazione dei paesi africani per proteggere la sovranità identitaria, culturale e geopolitica. Il corrispondente di Katehon ha parlato dei cambiamenti globali e regionali con la principale rappresentante contemporanea di questo movimento, la leader di Urgences panafricanistes, Kemi Seba.

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    L’Ucraina è diventata uno strumento dell’oligarchia neoliberista occidentale

    Il leader della resistenza panafricana al neocolonialismo occidentale, Kemi Seba, recentemente giunto a Mosca in visita, in un’intervista a RT ha sostenuto l’operazione speciale delle forze armate russe per liberare l’Ucraina dalla dittatura del neocolonialismo e dal regime nazista alimentato dagli atlantisti. Ha condannato i media globalisti che propongono un’immagine della Russia come aggressore, sottolineando che l’Occidente sta cercando di presentare le azioni di Mosca come un fatto separato, slegato dal contesto dell’espansione della NATO e dalla minaccia diretta creata dall’alleanza proprio ai confini della Russia.

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    Kemi Seba: la speranza africana di un mondo multipolare

    Fino a pochi anni fa, l’Africa era in una fase di stallo. Dopo la prima ondata di decolonizzazione negli anni 60, i nuovi regimi africani hanno sperimentato tutte le ideologie politiche dell’era cosiddetta “moderna”. Questo processo ha portato alla nascita di società liberali, nazionaliste, comuniste o socialiste nei paesi postcoloniali.

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    Il Panafricanismo di oggi: dal colonialismo alla multipolarità

    Oggi il continente africano è un nuovo centro di confronto con il neocolonialismo e l’espansionismo straniero, soprattutto l’espansione francese, e poiché il metodo preferito dall’Occidente è quello di controllare i paesi attraverso governi fantocci, solo con colpi di Stato militari il sistema può essere «rotto», anche solo temporaneamente, consentendo a un paese di allentare la pressione delle strutture straniere e sovranazionali. Ciò è confermato dal fatto che i colpi di Stato militari sono aumentati di recente nella regione: in Mali nel 2020, in Guinea nel 2021 e ora in Burkina Faso.