Tag: Verbo

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    Verso la Galilea

    È un giorno di gioia e di gioia piena. Oggi, questo Lunedì fra l’Ottava di Pasqua. Eppure sembra difficile testimoniare questa gioia: della Pasqua ci portiamo appresso più il dolore, la Passione e la morte di Gesù che la sua Resurrezione. In fondo è lo stesso nelle nostre vite: i dolori, gli oltraggi restano incisi nella memoria come delle fotografie che abbiamo stampato, mentre molti momenti di gioia svaniscono fra le onde degli anni. È il peccato della memoria che forse mai confessiamo.

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    L’ interruttore della storia

    È come se all’improvviso fosse impazzito l’interruttore della luce. Il dito pigia compulsivamente, ma la lampada non si accende. Di tanto in tanto manda bagliori, squarci di chiarore accecante che mostrano scenari paurosi, ma non è la nostra volontà a premere. E’ tornata- non invitata – la storia e noi non sappiamo cosa metterci. Prima l’epidemia, con il terrore, la sofferenza, il ritorno della Grande Rimossa, la morte. Poi le menzogne associate, i pipistrelli, la scoperta dell’esistenza di laboratori che sperimentano quello che pudicamente chiamano “guadagno di funzione”, il rafforzamento di ceppi virali e la creazione di nuovi virus.

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    Dies Natalis

    Quando Roma si fece, con il favore delle divinità autoctone e straniere, si chiuse un cerchio; un sacro sulcus, una linea circolare inamovibile che divenne il centro simbolico e rituale d’ogni sua gloria futura. Il Pomerio (post-murum) ovvero confine esterno ne sanciva tracciato inviolabile. Al suo interno, le prime famiglie costruirono abitazioni circolari. Ognuna di queste aveva un patriarca ovvero un pater familias, depositario della conoscenza del sacro che veniva trasmessa al suo gruppo d’appartenenza. Un pontifex che intorno al centro sacrale-fuoco della propria capanna, aveva il ruolo di intermediario terrestre dei culti e riti che rinsaldavano l’affiliazione/adesione alla ristretta comunità che poi si fece villaggio, città, Impero e vide nel Pontefice Massimo o re, il reggitore della sfera collettiva del sacro. Ma l’impronta era stata data ed il capo famiglia rimase, con funzione centrale insieme ed in forma differente alla Matrona romana, – vaso contenente il seme – centro del nucleo familiare.