Tag: vittoria

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    La pace di Kherson – No!

    “Attraversare, attraversare! Riva sinistra, riva destra”. Abbiamo attraversato dalla riva destra a quella sinistra, a sinistra di Kherson, scavando trincee. Kiev esulta, Mosca sospira, Londra sogghigna.
    Il mio destino brucia con una luce all’estremità di una baionetta russa. Nella mia vita ho visto diciassette guerre in tutti i continenti. Conservo nella mia memoria un fascio di queste guerre, un bouquet di questi fiori insanguinati. Una sinusoide di ognuna di quelle guerre batte e pulsa nella mia mente: quelle diciassette, e questa, la guerra del Donbass – la diciottesima.

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    V per Vittoria

    L’esiziale, fisico e spirituale, malvagio biennio ci mostra nei fatti che ogni morte contiene la vita. I “miserabili del web” hanno vinto un’impossibile partita disponendo soltanto di una fionda. Anche se neppure da un seggio si diffonderanno le idee che caratterizzano tutti i neo partitini antigovernativi, il solo fatto di essere arrivati a poterle pronunciare, seppur per poco, nei canali di massima diffusione, costituisce una vittoria.

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    La Russia sapeva come trasformare tutte le sue peggiori sconfitte in vittorie

    A Mosca è la giornata della città. Quanto è bella Mosca in questo giorno! Che piazze meravigliose, piastrelle sorprendenti, volti gioiosi! Nelle strade e nelle piazze si aggirano antichi cavalieri russi con elmi e lance. Giocolieri e clown ballano sulle corde. Sirene dorate si tuffano in stagni e fontane. Canti e balli per tutti. E quali meravigliosi piatti vengono serviti nei ristoranti, quali meravigliosi vini costosi i moscoviti degustano, brindando all’amore, alla gentilezza, alla Russia.

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    “Vincete, per favore!” L’appello di Aleksandr Dugin dopo la morte di sua figlia

    Il filosofo, politologo, ideologo del mondo russo Aleksandr Dugin ha lanciato un appello su TzargradTV, rompendo il suo silenzio per la prima volta dall’omicidio della figlia Darya. Ricordiamo che la ragazza è morta il 20 agosto.

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    Lo scambio potrebbe dare origine a una nuova ideologia della vittoria

    Sono passati trentuno anni dai famosi eventi del 18-21 agosto, quando i membri del GKChP [N.d.T.: acronimo di Comitato statale per lo stato di emergenza in Unione Sovietica (in russo: Государственный комитет по чрезвычайному положению в СССР, ГКЧП СССР?, traslitterato: Gosudarstvennyj komitet po črezvyčajnomu položeniju v SSSR, GKČP SSSR), conosciuto anche come Banda degli Otto, è stato un organo autoproclamato in Unione Sovietica attiva dal 18 al 21 agosto 1991 e responsabile del Putsch di agosto.

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    Il fiore della vittoria

    L’Impero russo è l’equilibrio di due forze storiche profonde: il centralismo russo, la cui fioritura ha segnato la grandezza dell’impero, la scrittura di grandi poemi e sinfonie e la commissione di grandi vittorie, e le forze della decadenza che schiacciano il centralismo, piegando la verticale dell’impero, trasformando il grande Stato in macerie, generando lotte intestine, tempi difficili e sanguinose lotte civili.

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    Filosofia della guerra – Mardan intervista Aleksandr Dugin

    L’eternità e la filosofia sono più importanti di qualsiasi altra cosa
    С. Mardan: – In onda su Radio “Komsomolskaya Pravda” Sergey Mardan. Parleremo con Alexander Dugin, filosofo russo. Alexander Guevich, salve.
    А. Dugin: – Salve.
    С. Mardan: – Prima della trasmissione, un conoscente mi ha chiesto, quando ha saputo che avrei parlato con Dugin: di cosa parlerai? Qual è l’ordine del giorno? Parlerò con un filosofo russo dell’eternità. In quel momento stavo scherzando, ma poi ho pensato: la filosofia, infatti, è una conversazione sull’eternità. O sull’eternità. Forse avete un’idea che vorreste esprimere?

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    Filosofia della Vittoria vs Filosofia del Problema

    L’altro giorno, Nezavisimaya Gazeta ha pubblicato un testo di Sergei Anatolyevich Nikolsky Cosa porta con sé la “Filosofia della Vittoria”, dedicato all’analisi dell’articolo di Aleksandr G. Dugin “Filosofia della Vittoria”. Una visione imparziale non può non ammettere che A. G. Dugin prende giustamente il suo posto nella costellazione dei pensatori russi contemporanei.

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    Teorie poco plausibili sulla vittoria dell’Ucraina

    Mentre le truppe russe rafforzano le loro posizioni in Ucraina, il presidente e gli alleati del paese sembrano aver raggiunto un consenso: l’Ucraina deve lottare per la vittoria e ripristinare lo status quo prebellico. La Russia rinuncerà alle conquiste territoriali ottenute da febbraio. L’Ucraina non riconosce né la riunificazione con la Crimea né gli stati ribelli nel Donbass e continuerà il suo percorso verso l’adesione all’UE e alla NATO.

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    Darsi una prassi multipolare

    Diventa ogni giorno sempre più necessario darsi da fare per non farsi schiacciare dagli eventi. L’attualità che viviamo e gli albori del prossimo futuro sono piuttosto chiari, e non fanno presagire nulla di gradevole. Non è uno sfoggio di pessimismo catastrofista fine a se stesso. Forse è la consapevolezza – o la speranza – di essere entrati non semplicemente nel pieno del Kali Yuga ma di esserci talmente dentro, di aver fatto un bel pezzo di strada all’interno di questa “grande mezzanotte”, che forse dopo enormi ed indicibili tormenti, si può sperare di riuscire a vedere una luce.