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“The Kashmir Files”: smascherare la mentalità Hindutva

di Asad Ali

Le minoranze in India sono sottoposte a un forte stress a causa delle politiche discriminatorie del governo Modi, volte a elogiare gli zeloti indù. I musulmani in India e nel Jammu e Kashmir vengono dipinti come terroristi e stranieri. I fanatici indù rendono la loro vita miserabile ogni giorno che passa. Ogni volta che si verifica un incidente terroristico in India o in Kashmir, l’establishment indù di Modi accusa i musulmani di averlo orchestrato. Questa è diventata un’anomalia nell’India di Modi, poiché le voci liberali all’interno del Paese vengono soppresse e prese di mira. L’India di Modi sta cercando di denigrare i musulmani che vivono in tutto il Paese, definendoli antinazionali. A questo proposito, il governo Modi ha distribuito un film che evidenzia le oppressioni in Jammu e Kashmir e proietta i musulmani come terroristi. Dopo l’uscita del film anti-musulmano, diverse organizzazioni, studiosi e liberali hanno preso di mira il governo per aver ferito i sentimenti dei musulmani.

“The Kashmir Files” è un film drammatico indiano in lingua hindi del 2022, prodotto dagli Zee Studios, che si basa sulla storia dell’esodo degli indù kashmiri durante l’insurrezione del Kashmir. “The Kashmir Files” è una storia basata sulle interviste video delle vittime di prima generazione del genocidio della comunità pundit del Kashmir nel 1990. I critici hanno accusato il film di essere un’opera di revisionismo storico e lo considerano una propaganda volta a promuovere i pregiudizi contro i musulmani del Kashmir. Il film è stato dichiarato esente da tasse in diversi Stati ed è diventato un successo al botteghino. Si ritiene inoltre che il film abbia il patrocinio e il sostegno del governo del BJP/RSS. Il produttore di “The Kashmir Files”, Vivek Agnihotri, ha promosso il film come una rappresentazione della verità del Kashmir, che è solo un’ostentazione. L’intera comunità internazionale sa bene come i musulmani vengano attaccati in India e in particolare in Kashmir. Essi stanno affrontando la sporcizia delle politiche guidate dall’Hindutva del governo Modi.

Allo stesso modo, il film dipinge il principale istituto educativo liberale indiano, la Jawaharlal Nehru University, come antinazionale e favorevole al terrorismo. L’articolo 370 della Costituzione indiana, che ha concesso lo status di autonomia al Jammu e Kashmir, viene definito come una delle ragioni dello sfollamento dei kashmiri pundit. Nel complesso, gli esperti hanno descritto il film come inquietante; un’opera di revisionismo storico inventata e guidata da un’agenda, creata senza fatti, con bugie e molte distorsioni volte a incitare l’odio contro i musulmani.

A causa della parzialità del film, i principali produttori cinematografici indiani hanno definito il film come una propaganda contro i musulmani. Shubhra Gupta, critico cinematografico ed editorialista indiano, ha dato al film 1,5 stelle su 5; per il solo motivo che il film è stato ritenuto un’opera di propaganda allineata con il discorso del partito al governo, che mirava solo ad alimentare la rabbia profonda degli opinionisti. Allo stesso modo, Rahul Desai, un critico cinematografico, ha trovato l’opera un rantolo fanta-revisionista privo di chiarezza, mestiere e senso in cui ogni musulmano era un nazista e ogni indù un ebreo. Desai ha valutato il film come una sceneggiatura assolutamente non convincente e con personaggi deboli.

La casa di produzione Zee Studios è dietro al film, scritto e diretto da Vivek Agnihotri, che dice di rappresentare la fuga dei kashmiri pundit dalle loro case durante l’insurrezione del Kashmir. È opportuno ricordare che Zee News Network ha diffuso in modo proattivo la propaganda anti-musulmana in India, pur essendo il portavoce del governo Modi. Gli analisti, i conduttori e i giornalisti di Zee News diffondono palesemente il veleno contro i musulmani e le altre minoranze.

È quindi evidente che le vere motivazioni alla base della realizzazione del film sono di natura politica. I fatti sono stati distorti e presentati secondo i capricci dell’establishment guerrafondaio indiano. Anche l’uscita del film è stata ritardata più volte a causa del suo approccio politico e parziale. La cosa triste del film è la partecipazione di famosi attori di Bollywood come Anupam Kher. Anche il mondo dello spettacolo indiano è diventato strumento politico del governo del BJP e partecipa alla diffusione delle politiche Hindutva del BJP di Modi e dell’RSS.

Purtroppo, i fanatici indù stanno conducendo la campagna per denigrare i musulmani. Importanti indù hanno esortato tutti i governi degli Stati del BJP a dichiarare il film esente da tasse. Stanno anche dimostrando che gli indù di questa nazione dovrebbero essere consapevoli del costo che hanno pagato per la laicità e del costo che pagheranno in futuro per difenderla. Il fatto reale è che la questione del Kashmir non riguarda una sola religione. Ha distrutto un intero Stato con molte famiglie distrutte. Tutti parlano di umanità, ma in questo modo non rimarrà alcuna umanità, perché tutto questo porterà solo all’odio e alla distruzione reciproca, in particolare dei musulmani. Il film parla di trucchi per fare soldi, di trucchi commerciali, di trucchi per diffondere l’odio, che purtroppo oggi sono una tendenza nella nostra India. Non è solo un film, è un monito per i non musulmani attuali e futuri. Se non per voi stessi, fatelo per la vostra generazione futura.

Per concludere, se l’uccisione di 219 kashmiri pundit in Kashmir è orribile e terribile, allora per quello che è successo nei disordini di Delhi, Assam e nel Gujarat del 2004, dove migliaia di persone sono state uccise, violentate e persino donne incinte sono state fatte a pezzi in diretta, dovremmo inventare nuove parole nella lingua inglese. Ci sono più di 100.000 kashmiri uccisi in Kashmir, il rapporto tra 100.000 e 219 richiede solo una semplice matematica. Il governo indiano deve rispondere a queste domande.

Traduzione a cura di Costantino Ceoldo

Foto: Katehon.com 

25 maggio 2022