Tremate, tremate, gli uomini sono tornati

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di Belinda Bruni

Il 18 ottobre 2021 passerà alla storia come il giorno della vergogna italiana, il giorno in cui le forze dell’ordine hanno caricato una folla pacifica, con le mani alzate e in preghiera, che portava avanti una legittima protesta contro l’imposizione del greenpass quale strumento per esercitare i basilari diritti costituzionali, come il diritto al lavoro.

Accade a Trieste, porto franco di importanza strategica per l’Europa.

Ma se è vergogna per il governo italiano, le forze dell’ordine e per chiunque non prenda posizione, è onore per chi resta in piedi ed è ancora fiero di essere italiano. E sa che anche l’uomo più insignificante può dare il suo contributo alla Storia.

I portuali di Trieste, che affermano che quelli di loro vaccinati non accettano che nessun loro fratello resti fuori e senza stipendio perché ha liberamente scelto di non vaccinarsi, sono una incarnazione concreta della Dottrina Sociale della Chiesa. Sono la dimostrazione pratica, nella realtà, di cosa è un corpo sociale, cosa significa che se un membro soffre tutto il corpo soffre.

Il loro non piegarsi all’offerta dei tamponi gratuiti solo per i portuali, perché il greenpass non deve discriminare nessuno, la consapevolezza che il peso della loro posizione debba andare a vantaggio di tutti, anche di chi non ha le stesse possibilità di contrattazione con lo Stato, sono una dimostrazione viva del sacrificio di se stessi per un Bene più grande.

Valori che ci avevano narrato come perduti, appartenenti ad un mondo vecchio, stantio e superato; schiacciati sotto le luminose sorti del progresso, dell’individualismo, del mercato, della finanza, del politicamente corretto, dell’ecologismo da salotto, del terrore sanitario che tutto copre, tutto giustifica, tutto mistifica.

Un pugno di uomini, che il mondo progressista intellettuale disprezza come bifolchi non acculturati, è rimasto in piedi, ha sfidato il Drago, non ha reagito con violenza alla violenza, ha fatto da scudo alla folla che li sosteneva. Hanno pregato con il rosario in mano, hanno pianto, hanno gridato che erano lì per il futuro dei loro figli. Uomini bianchi, padri di famiglia, uomini di fede, praticamente il nemico pubblico numero uno per femminismo, LGBT, progressismo, inclusivismo; eppure oggi sono stati l’ultimo baluardo di una civiltà in frantumi, L’ultima linea prima dell’abisso transumano.

Non erano quindi scomparsi gli uomini, non potevano esserlo, altrimenti Dio avrebbe già portato a termine questo ciclo umano-terrestre.

I nostri figli hanno molto più da imparare da questi uomini che da uno stuolo di professorini, intellettuali, artisti, giornalisti impegnati a fare quello che conviene; conviene al loro ego, alla loro carriera, alla loro cattedra, alla loro poltrona, al loro conto in banca.

Ora siamo a un punto di non ritorno. Non si può tornare indietro, si può solo andare avanti o chinare la testa. Non è più possibile non prendere posizione. Perché anche non prenderla significa prenderla.

Non è più possibile attendere di essere salvati, ognuno è chiamato a prendersi la propria responsabilità, ognuno deve fare il suo, oppure fare il greenpass ed entrare nella nuova normalità. Gli uomini di Trieste ci hanno insegnato come si resta in piedi e che ognuno può farlo; non ci hanno promesso che ci verranno a salvare mentre noi pensiamo a conservare le nostre certezze.

Se avete paura di essere minoranza, se non tollerate che i parenti tutti vaccinati vi guardino male, che nelle classi dei vostri figli siano al massimo in due i non vaccinati o che siete solo cinque al lavoro, mi dispiace ma è meglio che cedete ora. Di fronte ad un regime che carica la folla inerme non ci si può fermare a fare le carezze a chi si fa prendere dallo scoramento ad ogni passo; in trincea si va con chi è disposto a morire a se stesso. È il tempo delle Compagnie dell’Anello improbabili, persone che non si sarebbero mai parlate, costrette per “chiamata” ad un cammino insieme per un Bene più grande. E in quel cammino diventano uomini e donne pienamente.

Noi non siamo la resistenza, perché non dobbiamo resistere e tornare ad un mondo che ci hanno tolto, noi possiamo essere la ribellione ad un regime tecnocratico mai visto nella storia, ma soprattutto dobbiamo essere i risvegliati: coloro che ricostruiranno un mondo nuovo e diverso a partire dai valori eterni. Proprio l’averli schiacciati ha portato questo inferno sulla terra.

Grazie agli uomini semplici che ce lo ricordano.

E tutti i grandi nomi facciano silenzio, e giù il cappello: così si fa davanti agli Uomini.

Foto: dal film Il Signore degli Anelli: La Compagnia dell’Anello, di P. Jackson, New Line Cinema, 2001

19 ottobre 2021