Una congiuntura storica senza precedenti

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di Maurizio Ulisse Murelli

Tutte le soluzioni proposte dai partiti per far fronte all’aumento del prezzo del gas e quindi, a cascata, a tutti gli altri aumenti dei costi di ogni genere di consumo, all’inflazione e all’incipiente recessione, sono a dir poco soluzioni ridicole e nessuna di loro potrà porre rimedio al disastro in corso d’opera che volge a piè veloce verso la catastrofe.

Tutti cercano di evitare di porre la connessione dell’aumento energetico con la guerra in Ucraina e il modo in cui l’Europa ha aggredito la Russia, nella pia illusione di farla saltare in aria in breve tempo senza che essa avesse a disposizioni armi per controbattere. A oggi la Russia non è implosa e l’Occidente è in ginocchio.

L’incipit di ogni esternazione sulla questione Ucraina è: “La Russia è l’aggressore e l’Ucraina l’aggredita” e – a parte ben altre considerazioni sull’origine – si evita di dire che in Ucraina è prima di tutto in corso una guerra civile tra la parte occidentale e quella orientale (Donbass) iniziata anni fa e che la Russia è intervenuta a sostegno di una parte mentre l’Occidente già sosteneva da anni l’altra parte. Siccome la Russia fa propaganda e l’Occidente tutto fa informazione (sic!), l’informazione occidentale evita di relazionarvi sui fatti. Per esempio che a fronteggiarsi in armi sono prima di tutto gli ucraini dell’Ovest e quelli dell’Est. Nella maggior parte dei casi le prime linee del fronte dell’Est sono composte da milizie ucraine del Donbass e quanto fin qui portato a supporto di queste milizie dalla Russia, è ben poca cosa.

Fin qui, perché ora le cose stanno per cambiare. In questi giorni sono arrivati in Ucraina 60.000 unità delle forze speciali; armi di ultima generazione, come i carri armati T-90M e T-80BVM, BMP-3; camion Tornado-U, Typhoon-K, veicoli corazzati, sistemi di difesa aerea Buk-M2 e ben altro materiale di ultimissima generazione. I soldati vengono forniti con i nuovi fucili d’assalto AK-12.2020 con proiettili dalla nuova armatura 6B45. Inoltre sono stati mobilitati i missili S-400 e, ma di questo non ho conferma, addirittura gli ultimissimi S-500, a rimpiazzare gli obsoleti s-300. Gli s-400 oltre ad altre armi, sono stati consegnati alla Bielorussia, con tutta evidenza in funzione di deterrenza per i polacchi che con i britannici mordo il freno per intervenire a prescindere da quanto farà la NATO. Insomma, dopo aver svuotato PARZIALMENTE, perché in realtà ce né per continuare altri 10 anni, i magazzini di quella che oggi è ferraglia sovietica, ora si cambia registro.

Insomma, mentre Zelensky disperato cerca di giocarsi la carta terroristica della centrale nucleare che continua a far bombardare (interessante quanto dicono gli stessi abitanti di Zaporizhzhia, più o meno tutti tranne quella decina intervistati dalle nostre cotonate inviate della RAI), mentre non ci sa spiegare che fine ha fatto l’armata di un milione di soldati che da metà agosto doveva procedere alla controffensiva respingendo in russi fino in Siberia, i russi e le repubbliche del Donbass si stanno approntando ad una vera offensiva. Ovviamente i russi sono ben consci che gli americani non ce ne stanno a prendersi lo schiaffo che si apprestano a ricevere, e ben sanno che NATO & C. possono trovare  il modo di intervenire direttamente, avendo come casus belli la questione centrale nucleare. Ed è per tale ragione che tutta la loro impostazione strategica della guerra fa perno sull’idea che sarà una guerra di lungo corso con la reale possibilità che si trasformi in conclamata terza guerra mondiale.

Per il momento continua la presa dei fondelli degli europei da parte degli americani. Di fatto, mentre qui si sta pensando di incrementare le sanzioni prendendosela anche con i turisti russi, la merce russa continua ad arrivare nei porti americani: ogni mese spedizioni per un miliardo di dollari, in pratica 3.600 spedizioni di legname, metalli, , gomma etc.  da febbraio in qua. L’anno precedente, prima della crisi, erano state 6.000.

Allora, per chiudere: cari leader di partiti in oscena campagna elettorale, veramente pensate di metterci una pezza con la novella del tetto del prezzo e con gli sgravi? Veramente volete continuare a sostenere l’altra novella secondo cui il gas aumenta solo per la speculazione che ha preso il via nel dopo pandemia perché il mondo industriale si è rimesso in moto e Cina e India avevano bisogno di gas, quando anche un ciuccio sa che la borsa di Asterdam non regola il prezzo del gas per cinesi e indiani e che di gas ce ne sarebbe quanto se ne vuole, tant’è che era bello e pronto il nod stream-2 per duplicare le forniture e voi vi siete messi a fare i fenomeni, sostenendo che avreste interrotto voi gli approvvigionamenti del gas dalla Russia… per poi andarlo ad acquistarne una parte a 10 volte il suo prezzo in giro per il mondo… e non vi basta. Non bastandovi non lo dite…. E la borsa di Amsterdam, gioiellino del neoliberismo, vola. E mi piace pensare che se quella borsa si fosse trovata a Pietroburgo e avesse agito per la Russia negli stessi termini, oggi tutti i borsisti sarebbero a spalar ghiaccio in Siberia e l’edificio che ospita la Borsa bombardata e rasa al suolo.

Comunque sia, cari amici, preparatevi al peggio perché a livello nazionale ed  europeo, siamo governati dai  pazzi. Sono tutti ex bambini del “il pallone e mio e gioca chi dico io come voglio io”, supponenti, ignoranti dei grandi processi storici e incapaci di vedere in prospettiva.

Foto: Idee&Azione

29 agosto 2022