1

Un’italiana diversa

di Costantino Ceoldo

L’operazione militare speciale russa in Ucraina inizia alla fine del febbraio scorso dopo che Mosca ha gettato la spugna e si è arresa all’evidenza che né Kiev né Washington volevano in alcun modo fornire quelle ragionevoli garanzie di sicurezza e stabilità per la Federazione Russa che il Cremlino aveva chiesto a lungo.

Si può affermare tranquillamente come l’Occidente non vedesse l’ora che la Russia attaccasse l’Ucraina e che quindi ha preparato con cura la guerra fin dal colpo di Stato di piazza Maidan del 2014, con il crescendo di violenze e provocazioni che erano sotto gli occhi di chiunque volesse vedere.

La reazione dell’Occidente collettivo in risposta alle ostilità russe è stata quella facilmente prevedibile e ben poco sorprendente: una grande campagna mediatica che ha messo la Russia sul banco degli accusati ed un insieme enorme di sanzioni economiche e sociali (alcune perfino ridicole come quella contro il patriarca Kirill) allo scopo di piegare la volontà dei russi distruggendone l’economia e parte della loro stessa società.

Anche l’Italia si è schierata contro Mosca, sotto la spinta decisa del primo ministro Mario Draghi e con il ministro degli esteri Luigi Di Maio che, come è noto, a volte si è lasciato andare ad affermazioni e commenti ben poco diplomatici nei confronti del presidente Putin.

Tuttavia, l’Italia non è i suoi governanti, anche se il popolo italiano può averli scelti volontariamente alle ultime elezioni politiche perché noi tutti ci siamo fidati di promesse che sembravano ragionevoli e programmi politici che sembravano sensati.

Il popolo italiano e il governo italiano sono quindi due cose distinte.

A ricordarci questa semplice verità è stata l’italiana Ornella Mariani che, da semplice cittadina e con un coraggio non comune visti i tempi da pecora che viviamo, si è rivolta al presidente russo Vladimir Putin con un video messaggio proprio nei giorni immediatamente successivi l’inizio dell’operazione speciale.

Il video risale al 13 marzo, oramai quasi tre mesi fa, ma conserva inalterato tutto il suo significato:

https://rumble.com/vy50r7-appello-di-ornella-mariani-a-vladimir-putin-sottotitolato-in-russo.html

Le parole della signora Mariani nascono chiaramente dal cuore, con la forza di una passione positiva che manca a molti giornalisti esperti (sic), proprio quelli che hanno vomitato la loro velenosa russofobia a pagamento dalle pagine dei quotidiani per cui lavorano.

In un momento in cui quegli stessi giornali pubblicano liste di “putiniani” italiani, forse pregustando il colpo alla nuca con cui potrebbero essere abbattuti, ho pensato di porre tre brevi domande a questa coraggiosa italiana.

1) Perché ha deciso di fare questo video messaggio?

  1. R) Ho creduto importante perforare l’omertà dei media ed esigere l’attenzione internazionale sulla questione italiana. Fuori Italia non v’è percezione di quanto accada ad un popolo che subisce ricattatorie ed estorsive compressioni dei diritti e delle libertà e restrizioni mendacemente imposte da un progetto sanitario grottescamente coperto dal segreto militare: in proposito, è il caso di dire che non v’è connessione!

2) Che reazioni ci sono state in Italia e all’estero?

  1. R) Un molto entusiastico interesse della Gente ed una perquisizione domiciliare con decreto di sequestro dei miei mezzi informatici, che ho rifiutato di consegnare. Non ho consentito l’asporto del mio pc, che è un inamovibile strumento di lavoro. Mi sono limitata a cedere un telefono mobile, privo della SIM. Una manciata di ore più tardi esso mi è stato restituito nella confezione sigillata e da me firmata in ogni lato, significando che non era stato aperto, né “visitato” né analizzato, ovvero significando che tutta l’azione è stata condotta ad esclusivo beneficio di una inutile e discutibile intimidazione. Ho spiegato al Pubblico Ministero attraverso video e dichiarazioni pubbliche che ho il diritto di esprimere le mie opinioni; che la magistratura dovrebbe indagare sul tutto invece di indagare sul nulla; che le mie convinzioni abitano nella mia testa e non nel mio pc o nei social ove le si cerca attraverso le parole chiave di cui ad atto giudiziario “Draghi, Di Maio, Putin”; che la vicenda non mi preoccupa. Ho, peraltro, chiesto all’establishment di coraggiosamente dichiarare che in Italia non v’è più rispetto delle garanzie costituzionali; che il senso ed il valore della Carta, anzi, sono stati del tutto revocati e che il Governo sta guidando il Paese in una intollerabile deriva totalitaria.

3) So che è stata invitata al Forum Economico Internazionale a San Pietroburgo. Che cosa si aspetta da questa sua partecipazione?

  1. R) Ho accolto l’invito per capire, ripromettendomi di ascoltare e di prestare la mia voce a milioni di connazionali/contribuenti vessati; umiliati; annientati da provvedimenti iniqui e illiberali mentre si assiste a vicende che dovrebbero davvero impegnare ampi settori giudiziari. Lo stravolgimento della Carta costituzionale; il veto di esami autoptici che, a proposito di una emergenza pianificata e tesa a solo schiavizzare la Gente, avrebbero potuto prevenire decine di migliaia di vittime; la impopolarità di un ceto politico definito “abusivo” con opinione condivisa anche dal Presidente della Repubblica la cui elezione è in re ipsa abusiva; l’aumento esponenziale di nuovi poveri; il coinvolgimento pretestuoso in un conflitto che non ci riguarda ma che è motivato da un imponente traffico di armi definito “corridoio umanitario”; il reclutamento di medici ucraini privi di requisiti sanitari ancorché deputati a sostituire i medici italiani ostili all’inoculazione di un siero genico killer, peraltro sperimentale; l’accoglienza indiscriminata di immigrati contro l’inasprimento fiscale e quant’altro si sia espresso nella volgare e pericolosa rottura delle relazioni diplomatiche con un grande Paese, la Russia. Tutto ciò conferma una ulteriore volontà di annientare il nostro Paese e la irresponsabile mediocrità istituzionale. Contro queste circostanze; contro la definitiva sepoltura dell’etica pubblica; contro l’irresponsabile e dilettantesca gestione della politica estera e soprattutto contro il doppiogiochismo di una opposizione funzionale agli interessi di questo incompetente governo, resta solo la linea del rigore. A San Pietroburgo, dunque, cercherò di capire attraverso quali azioni, aggregando il dissenso, si possa restituire all’Italia almeno un minimo della dignità e della sicurezza scippata da soggetti protetti dalle élite finanziarie e da ripugnanti poteri occulti.

Foto: Ornella Mariani Forni, Rumble

8 giugno 2022