Van Morrison, la Musica e la Ribellione al Sistema

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di Fabrizio Manco

 

Introduzione

Ci sono artisti, Canzoni e opere immortali che quando li ascolti per la prima volta diventano subito una parte di te; diventano compagni di Viaggio, molto spesso migliori di amici che non sono sinceri e di fidanzate che non sono fedeli. Chi scrive, è nato e cresciuto ascoltando la musica Classica, ma con il tempo ha imparato ad amare altri generi musicali come la Musica Celtica, il Rock-Progressive, il Blues e il Soul. Ho incontrato Album che hanno segnato la mia adolescenza, come Foxtrot (1972, Charisma Records) e The Lamb lies down on Broadway (1974, Charisma Records) della Band Rock-Progressive Genesis, e rimanendo in tema Progressive, mi hanno colpito numerosi album solisti di Steve Hackett, il Chitarrista dei Genesis dal 1971 al 1976 / 77, il quale ha realizzato forse i migliori album Progressive della Storia, come anche la musica tradizionale Irlandese e quindi la Musica Celtica. Io penso che la musica Celtica sia una delle più belle musiche della Terra. Proprio ascoltando e studiando il mondo della musica Celtica, mi sono imbattuto per caso molti anni fa, in un Cantautore Irlandese che anche se nel suo repertorio sono presenti per la maggior parte Canzoni in stile Blues, Soul e Ballads, ha comunque realizzato alcuni album dove la Musica Celtica è presente in modo significativo e tale da lasciare un segno. I primi album di Van Morrison che ho scoperto, sono infatti quelli degli anni ‘80, i quali presentano più sperimentazioni con le Musiche Celtiche e Irlandesi, rispetto agli altri Dischi degli anni ‘90, dove predominano il Blues e il Soul.  

 

Van Morrison: Vita e Carriera musicale

Sir George Ivan Morrison, alias Van Morrison, nasce a Belfast il 31 Agosto del 1945: figlio della Seconda guerra mondiale, come lui stesso ricorderà in un brano contenuto in un album del 1973, Hard Nose the Highway, Wild Children.  Si sa che suo padre era un grande appassionato di musica Jazz e Blues, mentre sua madre era una Cantante professionista.  All’età di quindici anni inizia ad intraprendere la carriera di musicista e Cantante. Inizialmente, fonda un piccolo gruppo, i Them, famosi per la canzone Gloria, scritta proprio da Van Morrison. Esordisce con un album discreto, che contiene comunque un’ottima Hit radiofonica, Brown Eyed Girl, che lo introduce al grande pubblico. Tuttavia questo primo album si rivela un insuccesso, tanto che Van Morrison aveva pensato di chiudere con la Musica, al quale segue un periodo di depressione e di dipendenza dall’alcol. Tuttavia, riesce a riprendersi e compone nel frattempo dei brani che formeranno uno dei più bei album della sua carriera: Astral Weeks (1968, Warner Records).  Questo è un album molto particolare, che ha segnato profondamente la carriera di Van. Si ascolta il vero primo lato di Van Morrison, caratterizzato da un Soul intimistico, con un primo accenno alla musica Irlandese e Ballate Soul e Jazz stupende. Inizia quindi con questo secondo Album il vero volto di Sir Van. La grande rivoluzione di questo disco, paragonabile all’arte della Pittura Neoplasticista Astratta di Piet Mondrain o al Cubismo di Pablo Picasso, sta nell’avere unito il Flusso di Coscienza tipico dello scrittore Irlandese James Joyce, alle musiche Soul e Celtiche, come si ascolta per esempio in Madame George.  All’inizio l’album, non fu molto apprezzato dalla critica e dal grande pubblico e fu solo nel corso dei decenni a venire che venne rivalutato addirittura come uno degli album più belli della storia della musica.  Van Morrison farà ancora album così belli, ma sicuramente i brani Madame George e Ballerina sono le sue canzoni più belle fino al 1978. Nel 1968, Morrison sposa la modella e cantante Janet Planet Minto, con la quale ebbe una figlia, Shana Morrison, anche lei Cantante la quale compare in alcuni brani di Morrison. 

Nel 1970, pubblica l’ottimo Moondance, che contiene due splendide gemme come la Title-Track Moondance, un misto di Jazz e R&B, e Into the Mystic. Seguono album discreti per tutti gli anni ‘70, da segnalare gli ottimi St. Dominic’s Preview del 1972, Hard Nose the Haighway del 1973 e Veedon Fleece, del 1974. Hard Nose the Haighway, si apre con uno splendido brano Soul-Jazz, che contiene anche delle piccole parti di musica Sacra, rappresentati da Cori di Voci Sacre. Il periodo degli anni ‘70 si conclude con la pubblicazione di Wavelenght,  un disco buono, non eccezionale, ma che contiene alcuni brani interessanti come il pezzo dedicato alla sua esperienza con la Setta religiosa dei Testimoni di Geova, Kingdom hall. Da notare che Morrison nel 1976 partecipa ad un Concerto tenutosi per il Giorno del Ringraziamento a San Francisco, dove per l’occasione dello scioglimento del gruppo the Band, Morrison suona il brano Caravan (dall’ album Moondance 1970). E questa esibizione compare nel Film L’ultimoValzer, un Film/Documentario del Regista Martin Scorsese del 1978. L’album più bello degli anni ‘70 è Into the Music (1979, Exile Production). Un disco energico, con melodie stupende e che contiene i primi veri brani di ispirazione Celtica e Irlandese (dai tempi di Astral Weeks) come Rolling Hill e Trobadours.  Gli anni ‘80 si aprono alla grande per la produzione di Van Morrison con un album stupendo: Common One. Due canzoni su tutte valgono l’intero album: Summertime in England, di circa quindici minuti, e When your  Haert  is open, di altrettanto minuti, una sorta di Musica per meditazione.  Il livello di musica continuerà alla grande per tutti gli anni ‘80. Io penso che tutti gli album degli anni ’80 siano gli album migliori in assoluto di Van Morrison. 

Quasi tutti gli album dell’ottavo decennio del 1900, contengono Brani di Musica Celtica, o perlomeno influenzati da essa. Beautiful Vision del 1982, è un capolavoro: e un disco ispirato dalle letture di Ivan Morrison: Alice Bailey, con il libro di Teosofia Glamour: a World’ s Problem, è la principale ispirazione per questo album. Il brano Dweller on the Threshold, Colui che abita nella soglia, è chiaramente ispirato a questo testo. Quando uscì non ha avuto molto successo. Le canzoni sono molto intime, parlano di Spiritualità e di Fede religiosa, quindi sono poco accessibili alla massa. Le canzoni sono tutte stupende, soprattutto Celtic Ray e il brano Strumentale conclusivo Scandinavia, un altro brano dalle atmosfere di Musica per Meditazione. 

Inarticolate Speech of The Heart del 1983, è un disco un po’ sperimentale, dove si alternano Canzoni e Brani strumentali. Sono soprattutto i Brani Strumentali chiaramente ispirati all’Irlanda come la danza Irlandese Connswater (per la precisione è un Saltarello) e Celtic Swing, a mettere un segno al disco, ma soprattutto sono la Ballata Celtica Irish Heartbeat, e la magnifica Rave John Donne!  forse due delle  più belle canzoni di Van Morrison a fare di questo album, uno dei più belli della sua carriera.  Il testo di Rave on John Donne!, è dedicato alla figura del poeta Inglese John Donne (1572- 1631) , che fu oltre che poeta,  scrittore e chierico inglese. Ma il testo celebra la memoria anche di altri grandissimi poeti come il mistico arabo Omar Khayamm, Khalil Gibran e Yeats: la canzone è strutturata come un Flusso di Coscienza, già ascoltato in Astral Weeks, non ha strofe e ritornello, ma una lunga sequenza quasi parlata e una parte cantata. Il testo è una protesta verso il mondo occidentale sempre più industrializzato e lontano dai valori spirituali, e Rave on John Donne!  è quindi una sorta di invocazione a non abbandonare la vera essenza. L’album A Sense of Wander, del 1984, realizzato dopo il bellissimo Live Live at the Grand Opera House Belfast (1983), contiene forse la canzone più bella di Van Morrison in assoluto: A Sense of Wonder, che da il titolo al disco: il brano parla della meraviglia che prova l’animo umano nel guardare la Natura e i suoi fenomeni. È una canzone meravigliosa, piena di stupore verso il mondo e dall’ atmosfera Invernale. Anche l’album No Guru, No Method, No Teacher, del 1986, è un altro ottimo album, soprattutto il brano che da il titolo al disco: forse la canzone più Filosofica di Morrison, oltre che un’altra delle più belle. Il brano parla di come non ci sia bisogno di affidarsi a Guru, a Maestri o a Metodi per trovare la Spiritualità: basta la contemplazione e la conoscenza della Natura e dello Spirito Santo.  Ma nel disco non mancano omaggio alla terra natia, l’Irlanda, come dimostra il bellissimo brano Tir Na Nog, dedicato all’Aldilà Celtico, ed anche in questo brano compare la tecnica del Flusso di Coscienza; il brano infatti non presenta Strofa e Ritornello, ma una lunga narrazione in prima persona. Il successivo album, Poetic Champions Compose, non piacque molto alla critica, ma io considero anche questo uno dei suoi album più belli: ci sono almeno tre brani dal sapore Celtico, come la canzone The Mistery, la bellissima The Queen of the Slipstream e il brano Strumentale Celtic Exavation.  Inoltre l’album contiene Someone like you, una bellissima e magica Ballata Jazz – Soul, la quale potrebbe essere dedicata sia alla Donna che si incontra, oppure al proprio Vero Sé: infatti Incontrare Se stessi, il proprio Inconscio e la propria strada, la propria Voce interiore, e il proprio Daimon, è veramente qualcosa di unico e di magico. E siamo giunti alla fine degli anni ‘80 i quali si concludono con due gran bei dischi: Irish Heartbeat e Avalon Sunset. 

Il Disco Irish Heartbeat (Mercury Records, 1988) che prende il nome dal famoso brano di Van Morrison, Irish Heartbeat dell’album Inarticolate Speech of The Heart, è un album interamente composto da canzoni Celtiche. Venne realizzato con il gruppo di Musica Celtica The Chieftains, che insieme ai The Dubliners, sono il gruppo più importante della musica tradizionale Irlandese. All’epoca di questa incisione, il gruppo aveva il grande Arpista Derek Bell, il quale fu anche un prolifico compositore.  Nel Disco vengono riprese in stile Celtico due brani di Van Morrison: Irish Heartbeat e Celtic Ray; rispettivamente dai già visti Inarticolate Speech of The Heart e Beatiful Vision. L’album con i The Chieftains è un momento stupendo nella carriera di Sir Van. Sembra un Disco che parla di Fiabe e Favole, tanta è la bellezza delle Melodie. Sono tutti brani presi dal Repertorio Celtico e Irlandese, e quindi riarrangiati dai TheChieftains con la voce Soul di Van Morrison, che rende tutto più magico.  Le canzoni tradizionali irlandesi sono She moves through the fair, Carrickfergus, Ta mo cleamhnas deanta, Star of the country down e Mary’ s Wedding; invece The Ragland road, è un bellissimo brano costruito sui versi del poeta Irlandese Patrick Kavanagh. La poesia di Kavanagh è contenuta nell’unica raccolta italiana delle sue poesie: Andremo a rubare in cielo. 

Il 1989 esce Avalon Sunset: un disco definito dalla critica il “più ruffiano di Van Morrison”, ma io lo considero un’altra sua gemma. Avalon è la leggendaria Isola delle Leggende Arturiane, dove sarebbe stato nascosto il Santo Graal da Giuseppe di Arimatea. Ovviamente non tutti i brani sono riusciti al massimo, ma le splendide I have told you lately that i love you, la quale è stata riarrangiata anche in versione Celtica con i The Chieftains, e fu cantata in una versione Cover anche da Rod Stewart, Coney Island e Tired Joy Boy, non passano certo inosservate. Coney Island, dove Van Morrison ritorna a cantare con il Flusso di Coscienza parlato e Tired Boy Joy, hanno una bellissima atmosfera da Fiaba, grazie ad un raffinato arrangiamento con una piccola orchestra di archi e di un’Arpa, che creano una bella atmosfera Celtica, come Tir Na Nog del precedente No Guru, No Method, No Teacher del 1986. Gli anni ‘90, sono per Van Morrison un ritorno al Blues e Soul.  Gli album sono lo stesso molto buoni, ma non hanno il fascino di quelli degli anni ‘80. Forse i migliori album del decennio sono il doppio album Hynms to the Silence e Enlightement. Hymns to the Silence contiene ancora riferimenti alla Cultura Celtica con i brani Why i have always explain?, eseguita ancora una volta con i The Chieftains e Pagan Streams,  dove torna il parlato del Flusso di Coscienza come avviene per Rave on John Donne!. Enlightement (Polydor Records 1990), uscito prima, si rivela un ottimo disco, forse ancora migliore di Hynms to the Silence.  Lo dimostrano i bellissimi brani Avalon of the Heart, dove partecipano gli artisti The Ambrosian Singers che fanno da supporto ai Cori; i brani Real Real Gone, Memories e So quiet Here. Il disco Too long in exile, è invece un album di Cover di brani che hanno fatto la storia del Blues, buono ma debole, lo stesso per Days  like This,  buone canzoni ma nulla di affascinante. Molto bello The Healing Game del 1997, il quale contiene due gemme: Sometimes we cry, la quale venne registrata anche nell’album di Tom Jones Reload, e la Title-Track, The Healing Game, le quali si possono includere tra le più belle canzoni del Van Morrison degli anni ‘90. Gli anni Duemila iniziano alla grande con la pubblicazione di Down the Road, ottimo disco di canzoni Blues e Soul, in particolare il brano che da il titolo al disco Down the Road e Meet me in indian Summer, la quale venne utilizzata per uno spot televisivo dedicato ai Crackers.  Il successivo What’s Wrong with this Picture?  è di nuovo un bel disco, ma non aggiunge nulla di nuovo,  anche il successivo Magic Time non aggiunge nulla di nuovo, però contiene brani splendidi come Celtic New Year, dove tornano le atmosfere Celtiche, Just like Greta Garbo, che parla di quando ogni tanto c’è la necessità di stare da soli,  la title-Track Magic Time, dove si esorta a non perdere la magia della vita, e The Lion this time, che affronta il tema della nostra società che cerca di mettere in gabbia i Leoni, quelli fuori dal coro. I successivi album di Van Morrison sono soltanto delle ripetizioni di Blues e Soul, Rivisitazioni di classici del passato e album di Cover, ma nulla di nuovo; anche se i dischi Keep it simple, del 2008 e Three Chords & Thruth del 2019, lo confermano ancora come uno dei più grandi Cantautori del mondo. 

 

La Ribellione al Sistema di Van Morrison: The Latest Project Records

Ed eccoci arrivati al Pezzo forte di questo mio saggio. Il disco a sorpresa uscito il 7 Maggio 2021: Latest Project Records: Volume 1 (Exile Productions 2021) , che contiene addirittura 28 nuovissime canzoni,  ed è solo il primo volume.  Van Morrison in questo album, ha 75 anni suonati, ma ha la grinta di un Quarantenne. Tutte le canzoni sono una Denuncia Sociale alle Leggi Restrittive e Liberticide che stanno soffocando il mondo. Come da noi in Italia, anche in Irlanda, il Governo ha deciso di instaurare una Dittatura Sanitaria con la scusa di combattere un Virus Influenzale. Poteva un autore profondo come Van Morrison, il quale scrisse Rave on John Donne!, stare zitto di fronte a delle ingiustizie sociali di tale livello?  Van Morrison in una lettera ha definito le misure Restrittive del Governo, come il Distanziamento sociale, Mascherine all’aperto e Lockdown, una Pseudoscienza.  E ha ragione, perché di questo si tratta: Pseudoscienza e falsa Scienza, infarinata da Superstizione. Nel 2020, Van Morrison ha fatto uscire ben tre singoli dove denunciava le misure restrittive dei Lockdown: il singolo No more Lockdown, un brano Blues uscito nel Novembre 2020; Born to be free e As i Walked out, i quali possono considerarsi una sorta di assaggio della prima parte dell’album del 2021. Mi sono preso l’impegno di ascoltare su YouTube (perché non si riesce a trovarlo in formato Disco) tutte le tracce che compongono questo nuovo album, e quello che ho scoperto è che si tratta di una Musica fresca, nonostante i generi siano il solito Blues, Soul e Ballads.  Ho notato che i Testi sono molto diversi da quelli del passato: sono per la maggior parte di denuncia sociale e di critica sociale, soprattutto riguardo al periodo che stiamo attraversando. La strumentazione è ottima, e utilizza al massimo Chitarre, Sax, Tastiere, Batteria e Percussioni; le melodie sono come al solito molto belle e orecchiabili, e sembra quasi di ascoltare un disco del passato.  I brani secondo me sono tutti godibili, ma in particolare, le canzoni più significative, le vere gemme, sono: Where are all the Rebels gone?, Psychoanalyst’ s Ball,  Big  Lie, Why are you  on Facebook?  e They own the Media. Il testo del brano Where are all the Rebels gone?, Dove sono andati tutti i ribelli,   denuncia la codardia della maggior parte delle istituzioni che stanno tacendo sulla situazione attuale. Infatti, ci chiediamo dove sono i Ribelli, tutte le persone che negli anni passati, facevano rivoluzione per ogni singolo problema. Dove si sono nascosti?, forse sono su Facebook? Dove sono le belle ragazze che tanto lottano per i loro diritti? Sono su Facebook a mettere le foto di loro nude al mare con le amiche e con l’amante di turno? Dove sono i lottatori della Sinistra Egualitaria?, e dove sono i cosiddetti “grandi” del mondo dello Spettacolo e della Musica in generale. Perché nessuno fa sentire la sua voce? Di cosa hanno paura?!

La Musica è l’arte un tempo rappresentavano la Ribellione alle convenzioni sociali, ai sistemi politici e governativi, oggi invece gli artisti sono tutti omologati al sistema. Pablo Picasso, quando dipinse Guernica, la dipinse per fare un affronto alla Politica di quei tempi: oggi chi ha il coraggio di creare qualcosa che denuncia la Dittatura Sanitaria che i governi mondiali vorrebbero instaurare? Penso che il Doppio album di Van Morrison uscito nel 2021, sia la Guernica dei giorni nostri. Infatti, Van Morrison si è beccato, come era prevedibile, numerose critiche e una denuncia da parte del Ministro della Salute Irlandese Robin Swann, poiché Van Morrison lo ha definito più volte una persona inaffidabile e pericolosa. Van the Man, come era prevedibile non è stato zitto, come invece hanno fatto e fanno la maggior parte degli artisti del mondo dello Spettacolo. Ma perfino i Rappers non hanno più la voce dei Ribelli. Dov’è Eminem, il Rapper distruttore di ogni morale per eccellenza? Dove sei Madonna? Non appari più ai tuoi Fans? Dove sono le Ballerine, le Showgirls Giovani e Belle, le Modelle, le Ragazze moderne di oggi Poliamorose che amano tanto farsi fotografare il Lato B? Dove sono le ragazze dalle Curve Mozzafiato? E i giovani Palestrati? La mia generazione, i miei coetanei, si sono rivelati deboli, ignoranti, e incapaci di guardare oltre. Certo non tutti, ma purtroppo una buona parte sono così. Nessuno si è accorto che stanno imponendo ad un’intera popolazione dei Vaccini Sperimentali che non sono stati approvati ma solo autorizzati? Possibile che nessuno si accorge che i Tamponi sono inattendibili oltre che essere un Business per le aziende che li producono? Tutti quelli che sembravano adatti per una protesta e Ribellione stanno tacendo, e invece un “Vecchietto” (come lo definirebbero i miei coetanei) di 75 anni, urla al mondo intero la Verità. C’è da dire che in questa battaglia Van the Man non è solo: un altro grande della musica ha voluto parlare, ed è Eric Clapton. 

Anche Clapton si è mostrato scettico riguardo alle misure adattate dai Governi. A Dicembre del 2020, pubblica un brano scritto da Van Morrison tempo addietro, ma suonato e cantato da lui: Stand and Deliver, il quale titolo si potrebbe tradurre con Alzati e Agisci. La canzone venne scritta da Van Morrison in tempo non sospetti, ma il testo è perfetto per la nostra situazione attuale. È un’esortazione ad agire contro la Società che vuole creare Schiavi e Schiavitù e non persone libere e pensanti. Il testo infatti dice: “Stand and deliver, You let’ em pur the fear on you….but not a word you heard is true; do you Wanna be a free man or you wanna be a slave?”. La traduzione:” Alzati e Agisci, hai lasciato che ti mettessero la paura addosso!!, vuoi essere un uomo libero o uno schiavo?”  si può benissimo collegare alle Leggi infami dei Governi.  Infatti la maggior parte delle persone si sono fatto impaurire dalla propaganda dei Media, che ci propinano continuamente Bugie su Bugie, al solo scopo di mettere la paura e di fare accettare un siero sperimentale spacciato per vaccino.

Il testo di They own the Media, loro posseggono i Media, si riferisce al controllo che i governi e soprattutto le Élite hanno su tutti i media: dalla TV ai giornali, fino ai Social Network. Il brano Why are you on Facebook?, Perché sei su Facebook? , è una chiara presa in giro dei social Network e della loro tossicità nella vita sociale delle persone.

Van the Man è molto probabilmente uno dei pochissimi artisti al mondo, se non addirittura l’unico, ad essersi scagliato contro le infami leggi di Regime dei Governi mondiali pagati dalle multinazionali e dalle Case Farmaceutiche.  E la sua polemica dimostra di cosa sono capaci i veri artisti, quelli che non si piegano al Regime per comodità e per contratto. Chi scrive, pensa che le Forme musicali e la musica in genere, anche la Classica e la Sinfonica, abbiano ormai raggiunto il massimo delle forme espressive. A livello artistico non hanno più nulla da comunicare. Ma il loro messaggio può ancora fare la differenza.  Ma per il momento sembra che il mondo dello Spettacolo sia schierato dalla parte del mainstream.  E per questo è importante fare un appello a chiunque lavori nel mondo dello Spettacolo: Registi, Musicisti, Compositori, Pittori, Scenografi, Attori e Attrici. Dovete fare sentire la voce della Ribellione, la voce che grida NO!!  a tutto questo schifo! Ma il primo passo per fare questo è avere delle Radici Solide e profonde nella nostra essenza. Che il nuovo anno possa finalmente risvegliare i Ribelli e distruggere le leggi infami di questa Pseudoscienza:

Rave on!,

Rave on the Rebels!!

Foto: Van Morrison, ritratto da Michael Putland/Getty Images

6 gennaio 2022