Viaggio nei Colori, tra Scienza, Arte e Filosofia [1]

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di Fabrizio Manco

 

Introduzione

Se c’è una cosa veramente stupenda nelle Indagini Scientifiche, è capire come sono fatte le Cose e il Mondo. Se i Lettori di questa rubrica Scientifica ricordano bene, ho introdotto il mio Studio sulla Natura del Tempo, proprio con queste domande: Che cos’è la Vita? Come si è formato il Mondo nel quale viviamo?  (Il Tempo tra Geologia e Filosofia Idee Azione). Mi ricordo che quando ero uno studente di Scuola Media, il Docente di Applicazione Tecnica un giorno disse che La Tecnica è il perché delle Cose.  Anni dopo, studiando le Materie Scientifiche, mi sono ricordato di questa frase, e ho pensato che l’affermazione del docente è giusta se al posto della parola Tecnica si mette la parola Scienza: non è la Tecnica che svela il perché delle cose, ma è la Scienza. La Tecnica è molto probabilmente un modo di vedere il Mondo dal punto di vista degli Strumenti da applicare in esso; ma questa riflessione sarà fatta magari in un’altra indagine. In questo Studio voglio soffermarmi sui Colori, sulla loro Origine e su che cosa essi siano. Da studioso di Arte e di Monumenti Artistici, non potevo non parlare dei Colori. Una delle Meraviglie del nostro mondo sono proprio i variegati Colori che esso contiene. La Terra dove viviamo è piena di Colori di ogni genere e sfumatura. Per Millenni i Popoli di ogni Cultura e Tradizione e successivamente i Filosofi e gli Scrittori, hanno indagato sulla misteriosa Origine dei Colori, cercando anche di unirli ad un Significato appropriato.  Così come la Vita e la sua Origine, ha appassionato le Menti più brillanti, allo stesso modo possiamo dire per l’indagine dei Colori.  

 

Le indagini cromatiche nell’Antichità 

Gli Studiosi dell’antichità sono stati sempre attratti dal fenomeno atmosferico e meteorologico conosciuto come Arcobaleno. Tale Fenomeno atmosferico si verifica dopo un temporale, nei pressi di Cascate o di Piogge, perché la Luce Solare riflette attraverso le gocce di Acqua che rimangono sospese nell’aria. Questo Fenomeno accade quindi perché la Luce Solare filtrando attraverso le Gocce di Pioggia si disperde e si spezzetta nei diversi Colori che compongono lo Spettro Bianco della Luce. Pochi sanno che il Filosofo Tardoantico Alessandro di Afrodisia, studiò il Fenomeno Meteorologico dell’Arcobaleno. Il Filosofo Greco, considerato uno dei più grandi Studiosi di Aristotele della Storia della Filosofia, non a caso scrisse vari Commentari ad Aristotele, Sul Destino e altri Trattati, ha studiato la Forma Geometrica dell’Arcobaleno: il Filosofo ha calcolato la linea di Separazione tra l’arcobaleno Primario e l’arcobaleno Secondario. Tale Linea prende il nome di Banda di Alessandro, in quanto separa la parte del Cielo Scuro dall’Arcobaleno Primario e Secondario. Esiste infatti l’Arco Primario, dove la Luce filtra una sola volta mentre oltrepassa le Gocce di Acqua; invece nell’Arco Secondario, la Luce passa e si riflette due volte, e dopo esce lasciando la Goccia. Le Gocce di Acqua rimaste nell’atmosfera, sono come un Prisma, dove la Luce mentre le attraversa viene scomposta nei Sette Colori dell’iride. La Forma degli Arcobaleni è sempre a forma di Arco, da dove prendono il nome. Spesso, gli Arcobaleni sono formati da due Arcobaleni, come detto prima. Sono invece più rari gli Arcobaleni Triplici e Quadrupli.  Le Ricerche di Alessandro di Afrodisia, vennero continuate nel Medioevo da studiosi come Teodorico di Freiberg, che studiò il Riflesso della Luce con Boccette piene di Acqua attraversate dalla Luce Solare, da Ruggero Bacone, che nel 1628 pubblicò il trattato in Latino Opus Majus, dove si analizzava il Fenomeno della Luce che attraversa i Cristalli e le Gocce di Acqua. Mentre lo studioso Arabo Quotb Al Din Sharazi, che è stato Medico e Astronomo, è stato il primo Studioso in Assoluto, a decifrare in esattezza l’arcobaleno. La Specie Umana dà per scontato che i Colori esistono per come li percepiamo: cioè con l’intero Spettro dei Colori dell’Iride. È stato Isaac Newton, lo scopritore della Legge di Gravità, il primo pensatore a classificare i Colori attraverso la scomposizione della Luce Bianca.

La scienza Alchemica attraverso le tre famose fasi della Nigredo, Albedo e Rubedo, ha fissato nell’immaginario collettivo, tre colori fondamentali: il Nero che rappresenta la prima fase della Nigredo, la fase della Putrefazione della Materia, il Bianco per l’Albedo, la fase della purificazione della Materia, e la Rubedo, l’ultima fase nella quale la Materia risorge come il Fuoco, rappresentata dal Rosso e dalla Fenice.

 

La Luce e la composizione dei Colori

La Luce è uno Spettro Elettromagnetico che viaggia nello Spazio e nel Tempo alla velocità di circa 300.000. 000 metri al secondo (M/s). Isaac Newton nei suoi Studi sull’Ottica, arrivò alla conclusione che il Corpo Elettromagnetico della Luce sia formato da circa 7 Colori, i quali sono: Rosso, Arancione, Giallo, Indaco, Violetto, Verde e Giallo. Newton scelse il numero 7 non perché ci fosse una vera equivalenza Scientifica, ma per motivi Filosofici ed Esoterici: il numero 7 nella Tradizione Filosofica e Alchemica rappresenta la perfezione e la Sapienza, ed inoltre lo troviamo nelle 7 Note della Scala Musicale, e 7 sono i Pianeti del Nostro Sistema Solare. Lo Studio che ne uscì venne pubblicato da Newton tra il 1704 e il 1706, in lingua Latina, con il Titolo Opticks. Tuttavia, bisogna affermare che in Realtà i Colori non esistono veramente con tali caratteristiche nella Realtà, ma sono l’interpretazione che il nostro Cervello elabora dopo l’assorbimento dei Fotoni dagli occhi umani. La Luce in Realtà è di colore Bianco, non Gialla. Se noi la vediamo Gialla è perché l’Occhio Umano percepisce con la sua sensibilità attorno alla Lunghezza d’Onda di 556 nm dello Spettro Elettromagnetico, corrispondente al Colore degli Agrumi Giallo Citrino, il Colore dei Cedri, il Citrus Medica, e del Limoni, il Citrus Limon. La maggior parte dei Frutti, non a caso, quando sono ancora immaturi ci appaiono Gialli o Verdi. Tutta la Luce, dai Raggi Solari alle Lampade nei nostri comodini, è di Colore Bianco. La Teoria di Newton venne contestata da Goethe nel suo Scritto La Teoria dei Colori, dove ha affermato che Newton si sbagliava quando ha scritto e sperimentato che la Luce Bianca contiene i Sette Colori che al momento del Passaggio attraverso il Prisma vengono scoperti. Le Ricerche e gli Esperimenti di Goethe invece, hanno rilevato che è il Prisma che causa la Separazione nei Colori della Luce. Non è la Luce che contiene in sé i Sette Colori. Il Dilemma viene chiarito da Hegel, nelle sue Lezioni sulla Filosofia della Natura, dove afferma che: “La conclusione che i Sette Colori sono l’elemento Originario della Luce è barbara. I Colori che passano dal Prisma Trasparente vengono poi prodotti”.   

I Colori e la loro Visione ci insegnano quindi che la Vita dei Cinque Sensi potrebbe essere un grande Inganno. I Colori così come li percepiamo attraverso la Vista, non esistono nella Realtà. I Fotoni, dal Greco Foton, Luce, cioè le Particelle Elementari che compongono la Luce stessa, vengono assorbiti dalle cellule degli Occhi in base alla loro Frequenza e tale infiammazione viene elaborata dal Cervello: questi passaggi creano la Visone dei Colori. Lo Spettro Elettromagnetico della Luce, è diviso in Spettro Visibile. La Luce, Foton in greco, anche se è essa stessa Energia, ha bisogno della Materia Solida per manifestarsi, come il Tempo. La Materia si manifesta sia in formato Solido che in formato Etereo, e i Colori ne sono una Dimostrazione. Il Tempo e la Luce sono delle Entità che necessitano della Fisicità della Materia per Esistere. Sono i Fotoni a fare in modo che il Cervello Umano veda Colori della Luce. Inoltre i Fotoni ci insegnano che tutta la Materia e la Realtà Sensibile nel senso Kantiano di Fenomeno, è costituita da Energia. Se osserviamo e analizziamo ogni Corpo e lo Scomponiamo nella parte più Microscopica, troviamo gli Atomi e gli Elettroni, i quali non sono altro che Energia. All’interno degli Elettroni e degli Atomi troviamo l’Energia. E quindi i Colori non sono altro che Energia. La Luce, in quanto Onda Elettromagnetica, interagisce con la Materia, ed essa può Assorbirla o Espanderla. Quando la Materia assorbe la Luce, abbiamo il Fenomeno dell’Assorbimento, il quale è il Responsabile dei Colori che vediamo nelle Superfici degli Oggetti e delle Cose. Quando la Luce viene invece Riflessa, si crea il Fenomeno della Diffusione, che da origine al Colore Celeste del Cielo. La Specie Umana e molti altri Mammiferi devono la loro Vista a due Fotoricettori che riguardano gli Occhi: I Bastoncelli, i Coni. I Bastoncelli permettono di vedere al Buio, i Coni assorbono la Luce e sono sensibili ai Colori. Questi due Protagonisti della Vista Oculare hanno un’origine Antichissima, da cercare nei Mari di 600/500 Milioni di anni.

Parte 1 di 3.

Foto: Idee&Azione

10 dicembre 2021