Tag: censura

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    Il salto dal divano

    Contro l’artiglieria della repressione delle idee, della censura, non abbiamo che cerbottane. Se fossimo un unico corpo, ci avrebbero già spazzati via. Essere sparpagliati è la nostra sopravvivenza. Con la pazienza e l’ascolto potremmo moltiplicare la nostra potenza. Noi sappiamo a cosa e come mirano. Loro non potranno eliminarci tutti.
    “Se volete impegnarvi in battaglia, fingete di essere disordinati”
    Sun Tzu.

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    La censura occidentale e lo zampino delle intelligence

    L’Occidente fa informazione, la Russia propaganda, ergo i media russi vanno censurati. In Italia della questione viene investito addirittura il COPASIR (Comitato per la sicurezza della Repubblica, presieduto da quel fenomeno di Adolfo Urso, discepolo di quella Meloni che con cipiglio dice non essere serva dell’atlantismo, ma di fatto è sicuramente collaborante: l’arguto tra noi trovi la differenza).

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    Una No-Fly Zone intellettuale: La censura online del dissenso ucraino sta diventando la nuova norma

    Google ha inviato un colpo di avvertimento in tutto il mondo, informando minacciosamente i media, i blogger e i creatori di contenuti che non tollererà più certe opinioni quando si tratta dell’invasione della Russia in Ucraina.

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    La Via plumbea

    Dal volume della realtà possiamo prendere solo gli elementi che restano impigliati nella nostra rete biografica. Sono andato a pesca e quanto qui sotto è quello che ho portato a casa.
    Siamo alla colorazione di una bozza tracciata da molto tempo. “Per il nostro bene” ci dicono. Ma lo scopo necessario è radunare le forze e ridurre i costi per combattere la guerra mondiale dell’egemonia.
    Più che mai la democrazia attuata rivela la distanza, ormai esiziale, da quella dichiarata.

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    Propaganda e censura. La democrazia dello spettatore

    Il sistema non ammette più deroghe e discrepanze. È obbligatorio essere fedeli alla linea, come ai tempi dell’Unione Sovietica. L’unica differenza è che la linea è dettata dall’apparato propagandistico ideologico delle sedicenti democrazie occidentali. Torna in auge la censura e intellettuali di antico lignaggio liberale, come Angelo Panebianco, esigono dal pulpito di grandi giornali che non suonino più campane diverse. Si riferiva allo spazio eccessivo che, a suo giudizio, sarebbe concesso a posizioni non allineate con il mainstream sulla guerra in Ucraina.

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    La guerra di liberazione continentale o la liberazione delle nazioni prigioniere

    Siamo nazioni prigioniere della plutocrazia globalista, che ci ha devastato economicamente e moralmente, ci ha polverizzati politicamente e ci sta usando ciecamente contro il suo nemico strategico – la Russia. Tutta la storia degli ultimi tre decenni e qualcosa non è che una continua marcia dell’Occidente collettivo sull’area ex-comunista per colonizzarla e sfruttarla. Nel quadro dell’applicazione di questa strategia, agli occidentali non importa quale regime politico sia in Russia, né quale sia esattamente il suo leader, lo zar Nicola II, Stalin o Putin. Le aspettative geopolitiche rimangono incrollabili: la Russia deve essere distrutta. E solo dopo la distruzione finale della Russia diventa possibile esercitare un dominio assoluto su tutto il continente eurasiatico.

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    La battaglia odierna

    Dopo aver chiesto al maestro Valery Gherghiev l’abiura dei suoi rapporti personali con Putin, la Scala gli ha tolto l’incarico di direzione d’orchestra (seguita a ruota da altri teatri europei). Intanto l’Università Bicocca di Milano (quella che qualche giorno fa aveva spiegato che le opinioni del prof. Broccolo sulla pandemia “non rispecchiavano il pensiero dell’istituzione”) ha sospeso un corso universitario su Fëdor Dostoevsky, prima motivandolo vagamente con “l’inopportunità del momento”, e poi spiegando che avrebbero dovuto inserire anche autori ucraini.

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    Gli Studenti Contro il Green Pass sostengono il prof. Imbriano

    Da studenti dell’università di Bologna vogliamo ringraziare il professor Imbriano per l’onestà, il rispetto e il senso di responsabilità che ha dimostrato con le sue parole, parole che ha deciso di condividere con la classe in apertura del suo corso di Storia della filosofia contemporanea e che hanno finalmente rotto un silenzio vergognoso e un’indifferenza inaccettabile.

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    Probabilità e dogmatismo aggressivo

    Nell’intento di mantenere forme di confronto civile in una situazione che sta travalicando da tempo civiltà e decenza, propongo di riflettere sull’attuale vicenda della strategia pandemica a partire dal problema generale dell’idea di probabilità.
    È possibile, almeno in parte, descrivere le attuali divergenze tra chi accondiscende all’inoculazione, per sé e/o per i propri figli, e chi non lo fa, in termini di diversità nella valutazione di probabilità.