Tag: fronte

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    Cinque motivi per cui la liberazione di Soledar è così significativa

    Questo sviluppo rappresenta la prima grande vittoria sul campo per l’operazione speciale di Mosca dopo la serie di battute d’arresto dello scorso anno nelle regioni di Kharkov e Kherson. Per questo motivo, ci si aspetta che domini la copertura giornalistica nel fine settimana, anche se non è chiaro quanti organi di informazione metteranno in evidenza i seguenti punti.

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    Non solo il collasso di Bakhmut

    Di recente ho fatto una voce fuori campo per SouthFront, un reportage video sull’Ucraina. Di solito faccio queste voci fuori campo due volte a settimana , in inglese britannico, anche se, essendo canadese, sono addestrato anche in americano. Buona pratica!

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    La democrazia è una panacea?

    International IDEA è un’organizzazione intergovernativa globale di sostegno alla democrazia con sede a Stoccolma, in Svezia. Dal 2017 pubblica regolarmente il rapporto sullo Stato globale della democrazia. Il 30 novembre è stato pubblicato un nuovo rapporto sullo stato attuale della democrazia nel mondo 2022.

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    #StandWithUkraine sostiene la fuga degli uomini ucraini chiamati al fronte verso l’Europa

    Il conflitto ucraino è in procinto di intensificarsi dopo la parziale mobilitazione di riservisti esperti da parte della Russia e il massiccio attacco missilistico del Cremlino contro l’ex Repubblica sovietica in risposta all’attacco terroristico con camion bomba suicida che Kiev ha compiuto contro il ponte di Crimea durante il fine settimana. Milioni di persone sono ancora nel Paese e rischiano di perdere la vita. Gli occidentali possono quindi dimostrare di essere veramente “al fianco dell’Ucraina” sostenendo i rifugiati che fuggono da lì verso l’Europa.

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    Controffensiva ucraina?

    Da giorni i media occidentali esaltano la controffensiva ucraina e dicono di una cocente ed ignobile sconfitta russa. In poche ore gli ucraini riconquistato un terreno di ampiezza pari all’Umbria. E agli analisti vip pare una cosa normale. A me la cosa non è apparsa affatto normale. E dunque mi sono preso tempo per “analizzare” la questione e addirittura mi ero riproposto di non parlarne fino ai primi di ottobre. Leggo le esternazioni dei tifosi ucraini, come leggo lo sconforto nei commenti dei filorussi. A me da alcuni viene riservata l’ironia per la batosta che avrebbe ricevuto il mio “amico Putin”.

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    Ricapitolando un po’ di geopolitica

    Terminata la guerra fredda, implosa l’URSS, è cominciato, da parte dell’Occidente una erosione degli interessi nazionali della Russia: allargamento della NATO a est contravvenendo ai patti, aggressione armata a nazioni che stavano sotto l’ombrello protettivo dell’URSS, Serbia, Libia, Siria, Iraq. Da notare che alla Russia si contesta l’intervento armato in Donbass a protezione della popolazione di fatto sottoposta a massacro da 8 anni con il beneplacito occidentale mentre sarebbe stato lecito e normale che in Iraq, tra i casus belli addotti dagli americani, ci fosse la protezione dei curdi che Saddam si dice stava reprimendo e verso i quali si stavano per utilizzare inesistenti armi chimiche: otto anni di guerra e milioni di morti.

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    Dal fronte di Kharkov

    Il mio viaggio inizia a Voronezh, tappa di un giorno, prima di prendere l’autobus diretto verso Belgorod. Anche l’Oblast di Voronezh confina con l’Ucraina eppure il clima in città è assolutamente tranquillo, normale; le famiglie sono a passeggio nel parco nel centro della città e non c’è una presenza anomala di militari o di polizia.

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    Gli Stati Uniti temono un secondo fronte nel Pacifico

    L’Occidente decide di distogliere l’attenzione della comunità mondiale dal problema dell’Ucraina. La regione Asia-Pacifico (APR) inizia ad entrare nell’agenda. Le ragioni sono i successi dell’esercito russo, l’inutilità di un supporto militare e finanziario estremamente costoso per l’Ucraina, i problemi socio-economici interni dei paesi occidentali, l’ampio margine di sicurezza dimostrato dalla Russia durante i tre mesi di un’operazione militare speciale, così come la crescente crisi intorno a Taiwan.

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    Demoralizzazione e caos sul fronte

    Il rapido declino del morale e la completa demoralizzazione osservati nei ranghi dell’AFU stanno iniziando a presentare un chiaro problema per la leadership ucraina: una conclusione del genere è stata condivisa da Andrew Kramer, un pubblicista degli Stati Uniti.

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    Il giornalismo di guerra è una cosa seria

    Magari vi siete fatti convinti che i media hanno in Ucraina corrispondenti di guerra. Comunque la pensiate su le ragioni e i torti di Russia e Ucraina, quel che vi stanno facendo vedere non è la guerra o, come la chiamano i russi, “operazione di pulizia per la denazificazione-demilitarizzazione”. La guerra, in ogni caso, è altrove, altrove il suo vero teatro e quel teatro di guerra, che è già mondiale, ha ancor meno inviati, non viene raccontata e il suo esito finale sarà, per i telespettatori, una sorpresa.