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Tag: martirio
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Il cielo qui sulla terra: riflessioni ai margini del primo libro di Darya Dugina in lingua italiana
Darya muore, Darya vive!
Darya è morta. È una martire della politica. Anche la politica ha nella Storia i suoi martiri. Darya è una martire della Causa Eurasiatista la quale afferma la necessità della Tradizione, che si esprime metapoliticamente nella formazione di Civiltà multipolari in equilibrio e in sintonia tra di loro, che resistono e combattono contro l’anticiviltà del nuovo ordine mondiale.
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La morte trionfale di Daria, il ruolo storico di martire ed eroe
Gli assassini della nostra amica e compagna Daria Dugina le hanno “fatto un regalo”: lo status di eroe e martire. E hanno dato alla Russia un simbolo della lotta contro l’impero della menzogna.
La sera prima di morire, disse al padre: “Quando io e lei parlavamo al Festival della Tradizione, mi ha detto: “Papà, mi sento un guerriero, mi sento un eroe”. Voglio essere così. Non voglio nessun altro destino. Voglio stare con la mia gente, con il mio Paese. Voglio stare dalla parte delle forze della luce”. -
L’assassinio di Darya Dugina o l’olocausto dell’Europa
I popoli d’Europa sono testimoni del macabro spettacolo del loro autoannientamento. Hanno pagato, e continuano a farlo, per avere una sedia dove sedersi comodamente e contemplare così, mangiando popcorn, il processo di sterminio del loro paese.
Cambieranno presto il loro ruolo: dal loro ruolo passivo e consumistico di spettatori (questa è, in effetti, la “società dello spettacolo”) si sposteranno rapidamente e senza accorgersene ad altri spazi funzionali più dolorosi: schiavi e vittime di un orribile olocausto. L’olocausto d’Europa. -
Che l’ottimismo escatologico di Darya Dugina continui a guidarci
Come spesso accade quando una persona cara se ne va all’improvviso, abbiamo questa impressione di irrealtà, fatichiamo a renderci conto dell’inevitabile. Vaghiamo come in un mondo fluttuante, abitati da questa strana sensazione di poter ancora parlare con la nostra amata, di poter addirittura discutere insieme delle sconcertanti notizie che stanno avvenendo e che la riguardano direttamente.
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Io sono Darya!
Uno dei concetti chiave della filosofia di Heidegger è l’Evento (Ereignis), il dispiegarsi dell’essere come vero essere. Non ogni evento è un Evento, ma solo l’Evento che ci fa risvegliare, uscire dalla corrente, riflettere su ciò che sta accadendo e sulle domande più dannose. Il primo evento di questo tipo nel 2022 è stato il “24 febbraio”, l’inizio di un’operazione militare speciale. In un istante il mondo è diventato Altro, qualcosa in esso è cambiato irrevocabilmente. È stato come se fosse caduto un velo e ci fosse stata rivelata una verità a lungo attesa, tanto attesa che molti di noi hanno disperato di aspettare…
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L’ultima guerra dell’Isola-Mondo e il martirio di Darya
La tragica morte di Darya Dugina ha riportato alla ribalta mediatica la figura del padre Aleksandr Dugin. Per ovvie ragioni, per il mio ruolo di editore italiano del filosofo russo, ho dovuto farmi forza e interessarmi alle esternazioni mediatiche relative alle interpretazioni del pensiero duginiano. Così ho assistito all’interpello del tal docente universitario di Pisa, Parma, Milano etc. e subito mi è apparso evidente che gli interpellati si sono formati un’idea del pensiero di Dugin NON leggendo e studiando i suoi libri, ma raccattando materiale di risulta (in gran parte articoli di giornali) di penne critiche e avverse al pensiero/teorie di Dugin, le quali penne, è certo, pure loro non hanno pescato alla fonte (libri) di Dugin ma hanno orecchiato qua e là le tesi, tant’è che spesso vengono riportati arbitrari virgolettati di cose mai scritte e pubblicate dal pensatore russo.
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Nasrahllah su guerra, martirio e collasso economico
Il 13 luglio il segretario generale di Hezbollah, Sayyed Hassan Nasrallah, ha affermato che se al Libano non sarà consentito usufruire delle sue risorse naturali nel conteso giacimento di gas di Karish, “nessuno sarà in grado di estrarre il suo gas o il suo petrolio.
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Il martire Qassem Soleimani: un sincero discepolo dell’Imam Khomeini che ha umiliato la potenza dell’arroganza occidentale
Nel triste anniversario della scomparsa dell’Imam Khomeini (R), il grande leader che ha fatto rinascere gli oppressi di tutto il mondo, non possiamo perdere di vista uno dei suoi allievi più importanti, il martire Hajj Qassem Soleimani. Stiamo parlando di un soldato eccezionale e stimolante che si è diplomato in una speciale scuola rivoluzionaria e ha acquisito lezioni molto importanti, dal punto di vista strategico e pratico, un soldato che ha trascorso tutta la sua vita, prima e dopo la vittoria della Rivoluzione islamica, ad assistere le nazioni oppresse dei giusti.

