Tag: oscurità

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    Tolstoj e l’arte al tempo del rogo dei libri

    Là dove si bruciano i libri, si finisce per bruciare anche gli uomini. Così scriveva il poeta tedesco Heinrich Heine. Nel 2022, dopo lo sceicco Omar nel VII secolo con la biblioteca di Alessandria, summa della sapienza antica, in continuità ideale con i roghi nazisti nel 1933, il ministero ucraino della Cultura (???) ha ordinato la distruzione di cento milioni di copie di libri.

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    Coraline e la porta magica, il lato oscuro del Femminile e la filosofia dell’apollineo e dionisiaco [14]

    L’aspetto predatorio è quello che caratterizza le streghe e gli esseri malvagi nelle fiabe, nelle favole e nel fantasy. Negli esseri viventi tale aspetto è legato alla sopravvivenza. Possiamo affermare che la predazione ha origine antichissima e si può rintracciare già nelle primissime forme di vita unicellulari. Infatti, le cellule eucariote contengono i mitocondri.

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    Coraline e la porta magica, il lato oscuro del Femminile e la filosofia dell’apollineo e dionisiaco [13]

    Se vogliamo tratteggiare le caratteristiche di Beldam e di Coraline, possiamo affermare che Beldam è Persefone e Coraline e Kore. Persefone è una dea oscura e malvagia: è la grande madre regina malvagia, come Venere di Amore e Psiche e come Grimilde e Beldam; è quindi una divinità malvagia; ella è il lato oscuro della luna. Kore/ Luna è più timida e più buona, e in quanto timida e introversa, ella è il lato luminoso della luna. Le caratteristiche morfologiche dell’anatomia di Persefone e quindi della personalità Persefone sono un viso molto lungo, capelli lunghi prevalentemente di colore nero, sguardo malefico e occhi neri.

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    Coraline e la porta magica, il lato oscuro del Femminile e la filosofia dell’apollineo e dionisiaco [12]

    Appena entra nell’appartamento, un’atmosfera di solitudine e oscurità avvolge Coraline. Nelle stanze una luce rosso chiaro e soffusa usciva lentamente. Coraline entra e la vera altra madre era lì: con un aspetto malvagio e arrabbiata con Coraline: u ragno- mantidiforme alto due metri, con due mani metalliche e un viso da incubo, un teschio con due grandi occhi bottoni.

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    Coraline e la porta magica, il lato oscuro del Femminile e la filosofia dell’apollineo e dionisiaco [11]

    “Fuggi signorina! scappa da questa strega finché hai il sangue nelle vene e il fiato nei polmoni!”,
    dissero i tre fantasmini a Coraline, e improvvisamente l’altro Whyborn con tutta la sua forza strappa via Coraline dall’interno di quello specchio magico. Coraline però è convinta che sia l’altra madre che vuole farle del male, così cerca in tutti i modi di svincolarsi dalla morsa, ma quando vede l’altro Whyborn si rassicura: infatti si accorge che l’altro madre gli ha cuciti addosso un sorriso finto con l’ago per cucire.

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    Coraline e la porta magica, il lato oscuro del Femminile e la filosofia dell’apollineo e dionisiaco [8]

    Le streghe hanno origini antichissime, e compaiono nell’immaginario mitologico e collettivo di quasi tutte le culture mondiali. Forse già nella preistoria troviamo la loro presenza nei primi racconti e nelle pitture rupestri insieme alle raffigurazioni di maghi e stregoni. Le prime testimonianze della presenza di streghe nelle prime società che uscivano dalla preistoria, sono delle testimonianze indirette: infatti le troviamo nel Codice di Hammurabi (Diocettismo secolo A. D.), dove il sovrano Hammurabi, autore del primo vero codice civile della storia realizzato su una stele di Basalto di circa 2 metri di altezza in caratteri Cuneiformi, ammonisce chiunque pratica magia, stregoneria e pratiche magiche varie.

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    Coraline e la porta magica, il lato oscuro del Femminile e la filosofia dell’apollineo e dionisiaco [7]

    Dopo che Coraline ebbe il colloquio con il gatto, si reca subito alla casa / teatro di Ms. Pink e Ms. Forcible, dove c’è in programma un imminente esibizione di loro due. Appena entra a teatro trova soltanto dei cani con i bottoni sugli occhi come pubblico: erano tutti uguali agli stessi barboncini neri delle due attrici: oltre a Coraline, l’unico “essere umano “presente in sala era l’altro Whyborn con i bottoni sugli occhi.

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    Notte di Valpurga, il demone sopra Kiev

    Il 30 aprile è stata la notte di Valpurga.
    Il suo nome deriva da una santa monaca bavarese vissuta 1300 anni fa, Valpurga di Heidenheim (710–777). La ricorrenza, tuttavia, è molto antecedente. In questa notte, i popoli dell’Alta Europa hanno per millenni celebrato la primavera con riti propiziatori, e la festa continua ad essere sentita in un’ampia porzione del continente.

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    Solo i portatori di luce possono entrare nei luoghi più oscuri

    C’è la convinzione diffusa che la battaglia in cui ci troviamo sia un’angoscia interminabile, un male non meritato che sembra peggiorare senza mai finire, e molti fanno di tutto per tentare di sfuggire alla sofferenza in cui siamo immersi. Il fatto è che questa sofferenza ci serve: è una porta di accesso al nostro vero Sé, apre un varco nella nostra coscienza e ci costringe a conoscerci in maniera più autentica e radicale; ci mette davanti i nostri valori e il nostro modo di vivere, dovendo ponderare se le due cose sono coerenti fra loro; ci impone di fare scelte, difficili, coraggiose, eroiche. Il dolore è un prediletto strumento di risveglio, ci fa penetrare anche lì dove non siamo mai stati