Tag: Schmitt

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    Morfologia dell’escatologia

    A ben vedere ci sono due tipi di ragionamento teopolitico agganciato, diciamo, all’apocalittica.
    Uno interpreta la realtà apocalittica come puntuale nel tempo. Le apocalissi, o anche l’escatologia comune abramitica, indicherebbe una serie di fatti che, seppur simbolici, si verificheranno senza dubbio in un punto della storia.

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    Le cinque lezioni di Carl Schmitt per la Russia: #5

    Alla fine della sua vita (morì il 7 aprile 1985), Carl Schmitt dedicò particolare attenzione all’esito negativo della storia che, in effetti, è del tutto possibile se le dottrine irrealistiche degli umanisti radicali, degli universalisti, degli utopisti e dei sostenitori dei “valori umani comuni”, incentrate sul gigantesco potenziale simbolico di quella potenza talassocratica che sono gli Stati Uniti, raggiungono il predominio globale e diventano il fondamento ideologico di una nuova dittatura mondiale – la dittatura di una “utopia meccanicistica”. Schmitt credeva che il corso moderno della storia si stesse inevitabilmente muovendo verso quella che lui chiamava “guerra totale”.

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    Le cinque lezioni di Carl Schmitt per la Russia: #4

    Carl Schmitt ha toccato anche l’aspetto geopolitico delle questioni sociali. La più importante delle sue idee in questo ambito è la nozione di “Grande Spazio” (Grossraum), che in seguito sarebbe stata presa in considerazione da numerosi economisti, giuristi, geopolitici e strateghi europei. Il significato concettuale di “Grande Spazio” nella prospettiva analitica di Carl Schmitt risiede nella delineazione di regioni geografiche all’interno delle quali le variazioni dell’auto-manifestazione politica di specifici popoli e Stati inclusi in questa regione possono essere congiunte per raggiungere una generalizzazione armoniosa e coerente espressa in una “Grande Unione Geopolitica”.

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    Le cinque lezioni di Carl Schmitt per la Russia: #3

    Uno degli aspetti più brillanti delle idee di Carl Schmitt fu il principio delle “circostanze eccezionali” (in tedesco Ernstfall, letteralmente “caso grave”) elevato al rango di categoria politico-giuridica. Secondo Schmitt, le norme giuridiche descrivono solo la normale realtà socio-politica che scorre uniformemente e continuamente senza interruzioni.

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    Le cinque lezioni di Carl Schmitt per la Russia: #2

    Nel suo libro Il concetto di politico, Carl Schmitt esprime una verità straordinariamente importante: “Un popolo esiste politicamente solo se forma una comunità politica indipendente e si contrappone ad altre comunità politiche per conservare la propria comprensione della sua specifica comunità”. Sebbene questo punto di vista sia completamente in disaccordo con la demagogia umanistica caratteristica del marxismo e delle teorie liberal-democratiche, tutta la storia del mondo, compresa la storia reale (non quella ufficiale) degli stati marxisti e liberal-democratici, dimostra che tale fatto è effettivamente vero nella pratica, anche se la coscienza utopica e post-illuminista è incapace di riconoscerlo.

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    Le cinque lezioni di Carl Schmitt per la Russia: #1

    Il famoso giurista tedesco Carl Schmitt è considerato un classico del diritto moderno. Alcuni lo chiamano il “moderno Machiavelli” per la sua mancanza di moralismo sentimentale e di retorica umanista nella sua analisi della realtà politica. Carl Schmitt credeva che, nel determinare le questioni giuridiche, è innanzitutto importante dare un quadro chiaro e realistico dei processi politici e sociali e astenersi dall’utopismo, dal benvolere, dagli imperativi a priori e dai dogmi.

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    Leo Strauss e i neocons, architetti delle guerre

    Alcune personalità poco conosciute al grande pubblico influenzano le idee e gli accadimenti storici molto più di protagonisti famosi. Nella Chiesa Giuseppe Dossetti, prima politico, poi monaco, riuscì a determinare molte delle conclusioni del Concilio Vaticano II e pose le basi, in Italia, per l’egemonia del cattocomunismo. A livello globale, poche personalità influenzano il presente quanto Leo Strauss, pensatore tedesco di origine ebraica emigrato negli Stati Uniti.

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    Carl Schmitt e la crisi della Democrazia liberale

    Ad un certo punto del famoso romanzo di Dostoevskij I demoni, Shigalyev, uno dei personaggi principali, dice: «La mia conclusione è in contraddizione con l’idea da cui sono partito. Procedendo da una libertà illimitata, finisco con un dispotismo illimitato.» Dalla fine della guerra fredda, i pensatori liberali cominciarono a limitare il tema della democrazia alla categoria del liberalismo e dichiararono la democrazia liberale come il destino dell’umanità.

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    Carl Schmitt and the Crisis of the Liberal Democracy

    At one point, Shigalyev, one of major character in Dostoevsky’s famous novel “The possessed” says, “My conclusion stands in direct contradiction to the idea from which I started. Proceeding from unlimited freedom, I end with unlimited despotism.” Since the end of the cold war, the liberal thinkers began limiting the subject of democracy to the category of the liberalism and certainly declared liberal democracy as the fate of humanity.