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    Darya Dugina alla XVIa Conferenza Internazionale “L’universo del pensiero platonico”

    Alla filosofia politica è sempre stato negato un pieno riconoscimento, concentrandosi sull’analisi degli aspetti metafisici del neoplatonismo. Concetti neoplatonici come “permanenza” (μονή), “emanazione” (πρόοδος), “ritorno” (ὲπιστροφή), ecc. sono stati trattati in opere storico-filosofiche separatamente dalla sfera del Politico1. Così il Politico fu interpretato solo come uno stadio di ascesa verso il Bene, inserito nel rigido modello gerarchico del pensiero filosofico neoplatonico, ma non come un polo indipendente del modello filosofico.

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    Il Council of Foreign Relations, l'”arma miracolosa” della geopolitica atlantica [1]

    “Che vi piaccia o no, verrà istituito un governo mondiale. Se l’umanità non sarà d’accordo volontariamente, dovremo forzarla”. James Warburg (1950)

    Da tempo esistono due visioni estreme sulle forze motrici della storia. La prima è che la storia è soggetta a rigorose leggi oggettive, che dipendono poco dalla volontà di re, presidenti e, a maggior ragione, di semplici mortali. L’unica cosa che si può fare è imparare le leggi in modo che, cogliendo i significati e le tendenze, si possa aiutare la storia a fare il suo lavoro nel modo più efficiente e indolore possibile. Questo punto di vista è stato incarnato con maggiore coerenza dal materialismo storico.

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    La divina Intelligenza Artificiale

    Si potrebbero dire molte cose circa questi fenomeni. O anche non dirle e declassificare queste persone a spostati di cervello. Ma il modo forse più fecondo di fare alcune annotazioni è tentare di rispondere a due domande: da dove? E cos’è questa fede?

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    Russofilia e russofobia come fattori geopolitici nell’Europa orientale

    Il ruolo chiave nelle posizioni dei paesi è giocato dalla presenza o assenza di élites sovrane al potere.
    L’Operazione Militare Speciale (SVO, abbreviato in russo) della Russia in Ucraina è in corso da tre mesi ed è tutt’altro che finita. La lunga campagna non sarebbe stata possibile senza l’assistenza militare senza precedenti della NATO al regime ucraino. I paesi dell’Europa orientale confinanti con l’Ucraina svolgono un ruolo chiave qui.

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    L’ozio geopolitico sull’Ucraina

    Quando il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato l'”operazione speciale” in Ucraina il 22 febbraio, il mondo non l’ha preso come una sorpresa, ma come qualcosa che doveva accadere. Dall’inizio della guerra, i media mainstream occidentali hanno iniziato ad accusare la Russia di essere un aggressore, definendola un’invasione dello stato sovrano. Tuttavia, la realtà è al di là di questo, perché come esperto di affari internazionali, credo che nel corso della storia l’approccio della Russia verso i suoi confini occidentali è sempre stato geopolitico. Forse, questo è un fatto crudo, che il mainstream occidentale sta ignorando per ignoranza.

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    Il lupo perde il pelo ma non il vizio

    Girano voci che i prossimi martiri delle più stringenti misure discriminatorie potremmo essere noi universitari.
    L’introduzione del green pass all’università, lo ricordiamo, risale all’agosto scorso. Da allora, chi non si è sottoposto a tampone o alla vaccinazione è stato costretto a rimanere a casa per seguire le lezioni, almeno dove i Rettori (spesso dei veri Ras locali) lo permettevano.

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    Contro le “Di Cesare” in Università

    L’Italia sta vivendo una gravissima crisi sociale, prima ancora che sanitaria. Il green pass ha scavato un solco tra le persone e ha lacerato il tessuto della società, ciò che la tiene insieme, ovvero le relazioni che legano tra loro le persone e le persone allo stato.
    Si parla di mascherine all’aperto, di tamponi, di terze e quarte dosi, di super green pass, mentre sei milioni di persone sono attualmente private dei diritti fondamentali. Sei milioni di cittadini che fino a ieri attraversavano gli spazi con noi, al lavoro, al ristorante, al bar, in università, da mesi sono privati della possibilità di entrare in quegli spazi. Sono escluse quasi interamente dalla partecipazione alla comunità, dalla possibilità non solo di avere un futuro al suo interno, ma anche di sopravviverci.