Tag: valori

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    Valori dell’occidente: furia del dileguare

    Si parla spesso- specie da quando è iniziata la guerra in Ucraina- di valori dell’occidente. Ascoltiamo severi signori e garrule signore parlare, mano sul cuore e ciglia bagnate, elevando peana ai valori. Strano contrappasso: sono gli stessi che hanno applaudito lo smantellamento di ogni principio in questo angusto angolo di mondo. Talvolta inalberano cartelli come quello della signora Cirinnà, madrina del matrimonio omossessuale, pardon, ugualitario. “Dio, patria, famiglia, che vita de merda”. Sgrammaticata volgarità. Un altro valore dell’occidente, la terra del tramonto.

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    La scelta antropologica

    È raro che un politico strappi una franca risata, specie in campagna elettorale, festival della finzione e dell’ostentata serietà di personaggi in cerca d’autore, o meglio d’elettore. Stavolta è successo: Enrico Letta ha dichiarato che in caso di vittoria dei suoi avversari politici “per l’Italia la pacchia è finita”. Solo il professore di scienze politiche parigino può pensare che la stagione presente sia una pacchia, tra pandemia, crisi economica, energetica, timore del futuro, pericolo di guerra, debito, dissoluzione del legame sociale.

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    Cuore misterioso. Capitolo del nuovo romanzo Lo spadaccino di Prokhanov

    Il lettore del nuovo romanzo di Prokhanov vede liberali postmodernisti, patrioti russi di ogni tipo, ebrei, “ariani” neopagani, “membri del Komsomol” – la nomenklatura, entusiasti di creare un comunismo cooperativo-raro “per il proprio popolo” come appendice della grande civiltà occidentale, i Banderiti, con il loro ideale di un’Ucraina “una tantum”, presumibilmente rubata e disonorata dai “moscoviti”, i mistici cosmici, i credenti della chiesa catacombale…

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    Che l’ottimismo escatologico di Darya Dugina continui a guidarci

    Come spesso accade quando una persona cara se ne va all’improvviso, abbiamo questa impressione di irrealtà, fatichiamo a renderci conto dell’inevitabile. Vaghiamo come in un mondo fluttuante, abitati da questa strana sensazione di poter ancora parlare con la nostra amata, di poter addirittura discutere insieme delle sconcertanti notizie che stanno avvenendo e che la riguardano direttamente.

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    Di gender, di cinema, di voto utile

    Possiamo dichiarare la partita sul gender fallita.
    Persa perché era una questione metafisica e escatologica, in cui il deragliamento del maschile e del femminile dalle linee della legge naturale era un segno da cogliere e decifrare.
    Era quindi una battaglia che chiamava al piano culturale e all’intelletto; invece è stata combattuta come una crociata moralistica.

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    Buio

    Nonostante la narrazione che l’Occidente fa di se stesso, oltre le edulcorate vetrine di distrazione che mette in campo, si scoprono dei disordinati retrobottega. La disperazione è qui, oggi. Tutto viene fatto per nasconderla.

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    Lettera di uno studente agli italiani

    Non scrivo questa lettera come rappresentante di qualcuno, di qualche fazione, di qualche gruppo in eterno conflitto con qualcun altro. Scrivo come essere umano, uguale a tutti voi, uno studente di 24 anni che ha dedicato la vita a studiare la società, la psicologia umana e le sue implicazioni, nel tentativo utopico di contribuire, con tutti i suoi limiti, a rendere il mondo un posto migliore per tutti, in cui le persone possano vivere in armonia, realizzate, felici e unite tra loro.

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    Il tribunale degli Stati Uniti contro l’ideologia del progresso

    La notizia numero uno al mondo oggi non è la SMO russa o il crollo dell’economia occidentale, ma la decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti di rivedere la sentenza Roe Wade del 1973 e di rovesciare le garanzie costituzionali del diritto di interrompere una gravidanza. Ora la questione dell’aborto è stata spostata a livello di ciascuno Stato, e subito il procuratore generale del Missouri, Eric Schmitt, ha annunciato la decisione di vietare l’aborto.

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    Ma di quale popolo, di quale Italia, di quale Europa stiamo parlando?

    Sembrerà strano a molti degli ambienti europei di stampo conservatore, tradizionalista, identitari, sovranisti, ecc. ma oggi la massima rappresentazione di Europa è proprio nei vari Draghi, Macron, Von Der Layen, ecc.

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    L’Art. 97 della Costituzione e il principio di trasparenza

    Dove un superiore pubblico interesse non imponga un momentaneo segreto, la casa dell’amministrazione dovrebbe essere di vetro (F. TURATI, Atti del Parlamento italiano, Camera dei Deputati, sessione 1904-1908, 17 giugno 1908). L’articolo 97, comma 3, della Costituzione afferma che “i pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione”.