Tag: civiltà

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    SMO, la battaglia per la “fine della storia”!

    Ragioniamo sul significato filosofico della SMO (N.d.T. ricordiamo ancora una volta ai lettori che SMO è acronimo di Special Military Operation, ovvero Operazione Militare Speciale). La SMO è indissolubilmente legata al concetto di “fine della storia”, non solo perché Francis Fukuyama, che ha scritto il famoso testo dal titolo La fine della stori”, fin dal primo giorno della SMO si è unito attivamente alla lotta ideologica contro la Russia dalla parte dei nazionalisti ucraini e si è persino unito personalmente all’organizzazione terroristica Bellingcat che, tra l’altro, ha cercato di dirottare un aereo militare in Russia, anche se questo fatto è di per sé molto espressivo; il fatto centrale è che la Russia si oppone direttamente al globalismo, a quel “totalitarismo liberale”, come ha detto apertamente il Presidente Putin, che è un’ideologia, e la “fine della storia” gioca un ruolo fondamentale nella sua struttura.

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    La fine della civilizzazione occidentale [4]

    La pretesa neoliberale è che la privatizzazione del settore pubblico e l’acquisizione della pianificazione economica e sociale da parte del settore finanziario in determinati Paesi porti una prosperità reciprocamente vantaggiosa. Questo dovrebbe rendere volontaria la sottomissione degli stranieri all’ordine mondiale incentrato sugli Stati Uniti. Ma l’effetto reale della politica neoliberista è stato quello di polarizzare le economie del Sud globale e di sottoporle a un’austerità densa di debiti.

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    La fine della civilizzazione occidentale [2]

    Ciò che distingue le economie occidentali dalle precedenti società del Vicino Oriente e dalla maggior parte di quelle asiatiche è l’assenza di una riduzione del debito per ripristinare l’equilibrio economico. Ogni nazione occidentale ha ereditato da Roma i principi di sacralità del debito a favore dei creditori, che danno priorità alle loro richieste e legittimano il trasferimento permanente ai creditori delle proprietà dei debitori inadempienti. Dall’antica Roma alla Spagna asburgica, alla Gran Bretagna imperiale e agli Stati Uniti, le oligarchie occidentali si sono appropriate del reddito e della terra dei debitori, trasferendo al contempo le tasse sul lavoro e sull’industria.

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    La fine della civilizzazione occidentale [1]

    La sfida più grande che le società si trovano ad affrontare è sempre stata quella di come condurre il commercio e il credito senza permettere a mercanti e creditori di fare soldi sfruttando i loro clienti e debitori. Tutta l’antichità ha riconosciuto che la spinta all’acquisizione di denaro crea dipendenza e tende allo sfruttamento e quindi al danno sociale. I valori morali della maggior parte delle società si opponevano all’egoismo, soprattutto nella forma dell’avarizia e della dipendenza dalla ricchezza, che i greci chiamavano philarguria – amore per il denaro, argento-mania. Gli individui e le famiglie che si abbandonavano a consumi vistosi tendevano a essere ostracizzati, perché si riconosceva che la ricchezza era spesso ottenuta a spese degli altri, soprattutto dei deboli.

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    Il deserto cresce. Piantare alberi per un’altra generazione

    È celebre, nel libro quarto di Così parlò Zarathustra di Nietzsche, l’incipit – che è anche la conclusione – del discorso sollecitato dal Viandante – ombra di Zarathustra – rivolto alle figlie del deserto, Duda e Suleika: il deserto cresce, guai a chi in sé cela deserti. Nessun deserto è più arido di quello della morte di Dio e dello Spirito.

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    Il Manifesto rivoluzionario globale di Putin va letto per capire la grande strategia russa

    La Russia post-sovietica non ne aveva mai avuto l’intenzione, ma ora sta seguendo le orme rivoluzionarie globali del suo predecessore comunista, il che indica un’intrigante tendenza legata al ruolo storico di questo Stato-civiltà nelle relazioni internazionali.

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    Dall’economia spazzatura a una falsa visione della Storia

    Può sembrare strano invitare un economista a tenere un discorso programmatico a una conferenza di scienze sociali. Gli economisti sono stati caratterizzati dalla stampa popolare come autistici e antisociali per una buona ragione. Sono addestrati a pensare. Sono stati addestrati a pensare in modo astratto e a utilizzare deduzioni a priori, basate su come pensano che le società debbano svilupparsi.

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    Lotta per l’egemonia globale e mondo multipolare

    La guerra in Europa tra la Russia e il blocco Ucraina/NATO sta portando morte e distruzione per la popolazione ucraina che viene sacrificata agli interessi degli istigatori del conflitto (gli anglosassoni). Questa guerra sta producendo anche sfollamento, emigrazione e diaspora per gli ucraini mentre, per i comuni cittadini del resto del mondo, il costante aumento dei prezzi del petrolio, dei cereali e dei fertilizzanti, quindi, maggiore inflazione e penuria di quanto già determinato dalle interconnesse crisi del sistema, oltre al rallentamento dell’economia mondiale, già in atto da prima dell’epoca dei blocchi per causa della pandemia del Covid-19, ora sospinto dagli effetti della guerra e delle sanzioni dell’occidente.

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    Dugin a Shanghai: Multipolarità, Unipolarità, Egemonia – Terza Lezione [5]

    Anche l’eurasiatismo viene sviluppato dal nostro gruppo come filosofia politica che insiste sul fatto che la Russia non è un Paese, ma una civiltà e fa parte del multipolarismo. La Quarta Teoria Politica è un’altra teoria sviluppata da noi in Russia, insieme a gruppi intellettuali francesi e italiani, che invita a superare le ideologie politiche occidentali classiche – liberismo, comunismo e fascismo.

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    Lettera di uno studente agli italiani

    Non scrivo questa lettera come rappresentante di qualcuno, di qualche fazione, di qualche gruppo in eterno conflitto con qualcun altro. Scrivo come essere umano, uguale a tutti voi, uno studente di 24 anni che ha dedicato la vita a studiare la società, la psicologia umana e le sue implicazioni, nel tentativo utopico di contribuire, con tutti i suoi limiti, a rendere il mondo un posto migliore per tutti, in cui le persone possano vivere in armonia, realizzate, felici e unite tra loro.