Tag: geopolitica

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    La fine del mondo (basato su regole)

    “Un mondo basato sulle regole”. Nessun discorso programmatico di un politico occidentale oggi può fare a meno di questo termine, lanciato in circolazione più di dieci anni fa. E nessuno si chiede perché la legge mondiale sia stata sostituita da alcune “regole” sconosciute? Cosa significa veramente questo “mantra” e di quali regole ha bisogno la Russia?

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    Turchia e NATO: escalation scandinava

    Il 23 gennaio, il Presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha affermato che la Svezia non avrebbe ricevuto il sostegno di Ankara per l’adesione alla NATO se non avesse imparato a rispettare la Turchia e i musulmani. A sua volta, il Ministro della Difesa turco Hulusi Akar ha sottolineato che Svezia e Finlandia respingono le proposte di Ankara sulla lotta al terrorismo.

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    Vertice dei leader degli Stati Uniti – Africa

    I recenti accordi tra il Segretario di Stato americano Tony Blinken e i capi di Stato africani promettono profitti sbalorditivi per le multinazionali minerarie statunitensi e minori tutele per i lavoratori africani che “lavorano in condizioni disumane” per portare avanti la rivoluzione digitale.

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    La resa dei conti tra Netanyahu e Biden è inevitabile?

    Il ritorno al potere di Netanyahu in coalizione con diversi partiti di ultra-destra e ultra-ortodossi sarebbe un siluro alla linea di galleggiamento degli Accordi di Oslo, in quanto intende continuare con la sistematica campagna di insediamenti illegali, il cui penultimo episodio sarebbe l’annuncio della creazione dei nuovi insediamenti di Asif e Matar con l’obiettivo confessato di “raddoppiare la popolazione delle alture del Golan”.

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    Le sei priorità diplomatiche del Vietnam per il 2023

    In una conferenza stampa tenuta il 24 gennaio, il ministro degli Esteri vietnamita Bùi Thanh Sơn ha delineato quelle che saranno le sei priorità della diplomazia vietnamita per il nuovo anno.

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    Interpretare la risposta della Cina all’incidente del pallone aerostatico

    Che si consideri questa posizione come innocentemente ottimista o irrimediabilmente delirante, non si può negare che il Presidente Xi si stia ancora aggrappando alla Nuova distensione, anche se alla fine potrebbe essere inutile.

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    La sfida della “decolonizzazione” e la necessità di una ridefinizione globale del neocolonialismo [2]

    Nel 1960, quando l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite adottò la “Dichiarazione sulla concessione dell’indipendenza ai Paesi e ai popoli coloniali” su impulso dell’Unione Sovietica, era chiaro a tutti i partecipanti ai processi internazionali quali fossero i territori in questione, ovvero le terre dell’Asia, dell’Africa, dell’America Latina e delle isole del Pacifico, sottomesse e sfruttate da europei e americani.

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    Blinken spaccia le solite vecchie bugie

    Innanzitutto, dobbiamo essere chiari e inequivocabili: ciò che ha portato il Segretario di Stato americano Anthony Blinken nella Palestina occupata è stato l’attentato di Gerusalemme compiuto dal giovane combattente palestinese Khairi al-Alqam, l’attentato di Silwan del suo compagno tredicenne Muhammad Uleiwat, e l’ascesa e la costanza di gruppi di resistenza localizzati come le brigate di Jenin, Tana dei Leoni e Balata. Il suo obiettivo è salvare lo Stato di occupazione israeliano dal collasso militare, di sicurezza ed economico.

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    Il mondo non crede alla propaganda occidentale sulla crisi ucraina

    Sono sempre maggiori le voci che in tutto il mondo di levano contro la prosecuzione del conflitto e le politiche guerrafondaie promosse dagli imperialisti occidentali. In Asia, Africa e America Latina la grande maggioranza dei Paesi ha assunto una posizione neutrale e comprende le ragioni della Russia.