Tag: militaria

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    La resa dei conti tra Netanyahu e Biden è inevitabile?

    Il ritorno al potere di Netanyahu in coalizione con diversi partiti di ultra-destra e ultra-ortodossi sarebbe un siluro alla linea di galleggiamento degli Accordi di Oslo, in quanto intende continuare con la sistematica campagna di insediamenti illegali, il cui penultimo episodio sarebbe l’annuncio della creazione dei nuovi insediamenti di Asif e Matar con l’obiettivo confessato di “raddoppiare la popolazione delle alture del Golan”.

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    In quali casi la Russia userà le sue armi nucleari senza esitazione?

    Durante la cosiddetta Colazione di discussione sull’Ucraina a Davos, il 19 gennaio di quest’anno, l’ex Primo Ministro del Regno Unito Boris Johnson ha affermato con sicurezza che il Presidente Putin non userà mai le armi nucleari e che l’Occidente collettivo può quindi continuare tranquillamente ad armare l’Ucraina con armi sempre più pesanti in modo da poter sconfiggere la Russia il prima possibile.

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    La modificazione metereologica come arma definitiva in un documento militare del 1993

    La modificazione meteorologica militare non è una fantasia, è un fatto… L’intera questione della modificazione ambientale deliberata merita un’attenzione internazionale maggiore di quella che ha ricevuto nel recente passato. Gli attuali trattati sono inadeguati, mal definiti e con numerose lacune. La modificazione meteorologica a scopi militari dovrebbe essere vietata in tutte le sue forme e dovrebbero essere posti limiti rigorosi all’uso militare delle tecniche di soppressione.

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    La Destra di governo: continuità o involuzione?

    Gli analisti politici ed i media in generale sono piuttosto concordi nel ritenere che l’azione del governo italiano nel drammatico scenario creato dal conflitto in Ucraina sia in sostanziale continuità con il governo Draghi e che la visione generale della politica estera italiana del governo Meloni sia la logica prosecuzione dei governi precedenti, soprattutto nell’adesione agli interventi militari e di “ peacekeeping” della Nato, adesione che l’Italia non ha mai fatto mancare dal 1999(Serbia) al 2004(operazione Antica Babilonia in Iraq) al 2011.

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    Le risposte del Giappone alle tattiche cinesi in zona grigia: un vantaggio per il Sud-Est asiatico

    Con una certa esperienza nella gestione dell’assertività cinese nel Mar Cinese Orientale, il Giappone sta aiutando i Paesi del Sud-Est asiatico a gestire le azioni di Pechino nelle aree marittime contese.

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    USA preoccupati per le esercitazioni Cina-Russia-Sudafrica

    I prossimi esercizi che coinvolgeranno il trio saranno soprannominati MOSI, che si traduce in “fumo” nella lingua Tswana locale. La portavoce della Casa Bianca, Karine Jean-Pierre, ha avvertito che gli Stati Uniti trovano preoccupanti le esercitazioni militari del Sud Africa con Russia e Cina.

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    Decifrare le dinamiche destabilizzanti del Deep State ucraino

    La stabilità del regime ucraino è messa alla prova come mai prima d’ora, perché le dinamiche dello “Stato profondo” non sono mai state così pericolose e destabilizzanti. Gli elementi anti-Zelensky sono probabilmente collusi con una delle fazioni dello “Stato profondo” degli Stati Uniti (anche se al momento non è chiaro quale), la sua polizia segreta è divisa in almeno due fazioni in feroce competizione e l’intelligence militare sta emergendo come un polo di potere separato in mezzo a tutto questo.

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    È da tempo finita l’era delle grandi mobilitazioni di massa per la pace

    È da tempo finita l’era delle grandi mobilitazioni di massa, delle grandi contestazioni. Il sentimento della protesta è stato sterilizzato e sul perché e il per come qui non mi soffermo. Oggi, sporadicamente, si hanno mobilitazioni solo per la causa “transizione ecologica”, ovvero per la “rivoluzione verde” che, a differenza delle grandi mobilitazioni del passato, hanno il pieno supporto mediatico, media che come ben sappiamo sono i megafoni conformi ai grandi interessi economico-finanziari; basti pensare alla glorificazione di Greta fatta girare come una trottola in tutti i luoghi di potere delle istituzioni mondiali: parlamenti nazionali, ONU, Parlamento europeo etc., oggi scalzata dal podio più alto da Zelensky.

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    La NATO si prepara ad ampliare le forniture di armi all’Ucraina

    In vista del vertice, si discute soprattutto del trasferimento dei carri armati tedeschi Leopard 2 all’Ucraina. In precedenza, Polonia, Finlandia e Regno Unito avevano annunciato l’intenzione di fornire i loro carri armati all’Ucraina. Nel caso di Varsavia e Helsinki, la questione riguarda i carri armati Leopard 2 in servizio presso l’esercito polacco, mentre Londra intende fornire i propri carri armati Challenger. Parigi ha anche annunciato che consegnerà gli AMX 10-RC, talvolta chiamati “carri armati su ruote”.

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    La battaglia della NATO in Ucraina e l’occupazione dell’Europa

    Quando Stoltenberg smentisce ogni possibilità di una futura normalizzazione dei rapporti con la Russia, anche dopo la fine del conflitto in Ucraina, apre le mappe della vera dimensione di questa guerra e delle intenzioni dell’Asse atlantista: distruggere la Russia per permettere la avvento della globalizzazione, nella sua versione totalitaria imperiale.