Tag: paese

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    La finta crisi di Governo

    Il “non voto” da parte dei senatori del Movimento 5 Stelle sulla questione di fiducia posta dal Governo della Repubblica, per il tramite del Ministro (senza portafoglio) per i Rapporti con il Parlamento, sulla legge formale di conversione del decreto-legge “aiuti” ha aperto una (finta) crisi di natura extraparlamentare, ossia al di fuori dell’approvazione di una mozione di sfiducia ai sensi dell’art. 94 della Costituzione vigente.

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    Onega entra nella sua quinta corsa presidenziale

    Le elezioni dell’agosto 2022 in Kenya rappresentano un momento fondamentale che determinerà il futuro del Paese o rifletterà il suo passato. Leo ni leo. Inawezekana (“Oggi è il giorno. È possibile”). Questo è il testo in swahili dell’inno della campagna presidenziale di Raila Odinga. Il veterano politico keniota, 77 anni, non ha perso l’ottimismo, nonostante si sia candidato per la quinta volta, ha partecipato nel 1997, 2007, 2013 e 2017.

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    Chi è Shahabaz Sharif?

    L’11 aprile il Pakistan ha eletto un nuovo primo ministro. Shahbaz Sharif è poco conosciuto al di fuori del suo paese, ma ha una reputazione di amministratore efficace piuttosto che di politico.
    Shahbaz Sharif è nato il 23 settembre 1951. Viene da un’influente famiglia kashmiri. Il padre di Shahbaz, Muhammad Sharif, era un importante industriale. La famiglia emigrò da Ananiag nel Kashmir al Pakistan all’inizio del ventesimo secolo a causa delle migliori condizioni commerciali e si stabilì nel Punjab.

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    Imran Khan sfida l’America

    Dopo un’umiliante sconfitta in Afghanistan e la perdita di credibilità sull’Ucraina, l’era dell’unipolarismo statunitense sembra entrare nella sua fase terminale, caratterizzata da sferzate feroci in tutte le direzioni. La più recente di queste offensive è avvenuta la settimana scorsa, quando il governo del Pakistan ha sostenuto che Washington stava cercando di architettare un cambio di regime a Islamabad.
    Questa volta gli Stati Uniti sono stati colti in flagrante. L’affermazione non è stata fatta da una fuga di notizie o da un osservatore marginale, ma dal primo ministro del Pakistan, Imran Khan, in persona. Mentre il Dipartimento di Stato USA ha negato qualsiasi coinvolgimento, il dramma politico è appena iniziato.

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    Il Primo Ministro Modi ha spinto l’India nell’era più oscura

    C’era una volta, nella storia, un’India democratica e laica. Ma il premier Modi, che ha vinto le elezioni con il sostegno di gruppi estremisti indù come RSS, ha spinto l’India nell’era più buia.
    I recenti appelli dei membri dell’associazione BJP-RSS, ad Haridwar e a Delhi, per l’eliminazione su larga scala dei musulmani, indicano che il fischietto dell’islamofobia è ormai diventato una sirena da nebbia. Il silenzio di Narendra Modi e Amit Shah su questi appelli senza precedenti ad una guerra armata su vasta scala contro i musulmani può essere letto in due modi: come segni del loro senso di impunità e fiducia o come segno del loro senso di precocità e insicurezza. Propongo qui un caso per quest’ultimo argomento.

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    Pakistan: messaggero di pace

    Il Pakistan sta promuovendo vibrazioni religiose nella regione facilitando varie comunità etniche. È l’unico Paese dell’Asia meridionale in cui le minoranze vivono in modo pacifico. Tuttavia, ci sono alcune zone nella regione, come quella Indiana e il precedente governo afghano guidato da Ghani, che deliberatamente e continuamente hanno cercato di diffamare il Pakistan su basi inconsistenti. D’altro canto, il Pakistan ha continuato ad agevolare le minoranze concedendo loro i diritti che le spettano, mentre il vicino orientale, l’India, segue il suo tradizionale approccio Hindutva, rendendo miserabile la vita delle minoranze, in particolare quella dei musulmani.

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    Sull’inutilità storica dei conservatori e di certa destra radicale

    Davvero riesce difficile trovare un senso a determinate operazioni politico-culturali, in particolare quella dei cosiddetti “conservatori”.
    La prima cosa che viene da chiedersi è dove questi soggetti vogliano applicare tale conservatorismo, su un popolo alla canna del gas? Un popolo di addormentati da video, e costantemente sotto ricatto per pratiche sanitarie che prolungate, e ripetute, non possono che portare ad un avvelenamento di massa?