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Tag: Schwab
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Nato contro Russia: che succederà dopo?
A tre mesi dall’inizio dell’Operazione Z della Russia in Ucraina, la battaglia dell’Occidente (12%) contro il resto del mondo (88%) continua a crescere. Eppure, la narrazione - stranamente - rimane la stessa.
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La mano nera di George Soros dietro il conflitto in Ucraina
L’elite gobalista che guida la politica occidentale è ben consapevole che quella che si sta giocando in Ucraina è una partita decisiva. Si stanno scontrando due poteri contrapposti: quello occidentale atlantista, a guida anglo USA, e quello euroasiatico rappresentato dalla Russia di Putin.
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Perché la Russia deve combattere contro il “Nuovo Ordine Mondiale”
Per molti decenni, il termine “Nuovo Ordine Mondiale” è stato discusso ossessivamente negli Stati Uniti, ma pochi hanno idea di dove abbia avuto origine il concetto e dove gli individui che promuovono questa grande visione desiderano guidare l’umanità. Ma una cosa è certa, la Russia non ne prenderà parte.
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Propaganda e censura. La democrazia dello spettatore
Il sistema non ammette più deroghe e discrepanze. È obbligatorio essere fedeli alla linea, come ai tempi dell’Unione Sovietica. L’unica differenza è che la linea è dettata dall’apparato propagandistico ideologico delle sedicenti democrazie occidentali. Torna in auge la censura e intellettuali di antico lignaggio liberale, come Angelo Panebianco, esigono dal pulpito di grandi giornali che non suonino più campane diverse. Si riferiva allo spazio eccessivo che, a suo giudizio, sarebbe concesso a posizioni non allineate con il mainstream sulla guerra in Ucraina.
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Davos, la Grande Narrazione
Tutto si può dire delle oligarchie globaliste, fuorché manchino di chiarezza. Nessun complotto: è tutto alla luce del sole. Spiegano da anni a chi vuol ascoltare qual è il progetto che perseguono e lo mettono per iscritto in libri a disposizione di tutti. In particolare, spicca l’attivismo editoriale del Forum Economico Mondiale di Davos e del suo gran ciambellano, Klaus Schwab.
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Perché non è ininfluente che Schwab abbia Lenin nel suo ufficio
In una recente intervista Klaus Schwab, propalatore e popolarizzatore del concetto di “Grande Reset”, si è fatto vedere con un busto di Lenin dietro di sé.
Per chi conosce qualcosina della comunicazione politica, lo scenario costituito da un ufficio, o una sala, nella quale viene fornita una dichiarazione, non sono lasciati al caso. Titoli di libri, simboli, quadri e foto devono comunicare un contesto culturale, devono essere il bemolle o il diesis della dichiarazione stessa. Si va dalla foto della famiglia per suggerire normalità alla Treccani intonsa per comunicare cultura anche se la dichiarazione riguarda la variante di valico Barberino-Roncobilaccio.

