Tag: conoscenza

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    La mente bicamerale: l’altra faccia della realtà?

    Il fare ritorno con la mente ad una delle mie solite peregrinazioni per il mondo che, qualche anno fa, ha avuto per oggetto il Messico, ha sempre rappresentato e tuttora rappresenta l’occasione per tutta una serie di riflessioni la cui attualità non è mai venuta meno, anzi. A portarmi sino ai lidi del Nuovo (?) Mondo, è stata la mia curiosità per una tra le più grandi civiltà della storia umana, collocata dall’altro capo dell’Oceano, oltre le fatidiche Colonne d’Ercole, praticamente agli antipodi materiali e spirituali di quel mediterraneo bacino Egizio, Ellenico, Etrusco, Romano e via discorrendo.

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    Capire e ricreare

    Pensiamo che capire sia tutto, che acquisire dati attraverso lo studio sia conoscenza. È un peccato che ci limita e che ci obbliga ad una storia di conflitto.

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    Assenza della coscienza e conoscenza di sé in Plotino ed Hegel – II parte

    Tutto quello che si è già esplicitato in relazione a come Plotino affronta la tematica che stiamo trattando, con l’auspicio di farlo in guisa quanto più esaustiva sia possibile, vale totalmente per lo stesso Hegel, anzi soprattutto e solo per il sapiente Svevo; e ciò per la semplice ragione che la quaestio fondamentale che egli ha affrontato in tutta la sua esperienza di vita e di pensiero è stata proprio ed esclusivamente, e ci esprimiamo obbligatoriamente in un lessico filosofico moderno, quella relativa alla tragica frattura tra soggetto ed oggetto, tra Pensiero ed Essere, madre oscura e tenebrosa di tutte le fratture dalla stessa provenienti quali: Stato e Società, Etica e Morale, Etica ed Economia, Scienza e Religione, Fede e Sapere, Uomo e Natura.

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    Il cervello umano, arma semisegreta dell’ospizio Occidente

    Prima ci hanno decerebrato, denaturato, reso inoffensivi, docili animali umani da salotto incapaci di difendere se stessi, proteggere figli e famiglie, reagire ai soprusi. Adesso, messo alle strette dalla geopolitica multipolare, il canuto, sfiancato Occidente, il Grande Ospizio descritto da Eduard Limonov, sta elaborando un’arma tecnologica nuova di zecca per conservare una stanca egemonia, sottomettere i popoli al suo suprematismo, alla sua risibile democrazia dominata dal denaro, alla sua litania dei diritti. E’ il cervello umano, sì, proprio il contenuto delle nostre teste, sterilizzate da decenni di propaganda, programmazione neurolinguistica, esperimenti psico sociali.

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    Dugin a Shanghai: Relazioni internazionali e geopolitica – Lezione 1 [3]

    Il dibattito tra queste due scuole rappresenta la storia del XX secolo. La creazione della Società delle Nazioni dopo la Prima guerra mondiale, la creazione delle Nazioni Unite, il Tribunale dell’Aia, l’Unione europea e la Corte europea dei diritti dell’uomo: tutti questi momenti sono stati forme di attuazione della teoria del liberalismo nelle relazioni internazionali. Non si tratta di un caso, di un accordo tra Stati, ma di un’idea del liberalismo nelle Relazioni internazionali. È una teoria basata sul progresso e sull’affermazione che lo Stato-nazione non è la cosa migliore, come affermano i realisti, ma una tappa dello sviluppo sociale, politico e culturale dell’uomo.

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    Comprendere la trasformazione digitale della Cina

    L’articolo che proponiamo tradotto è stato pubblicato dall’accademico cinese Tang Xingtong sulle pagine del numero di maggio del TI Observer, rivista pubblicata dall’Istituto Taihe di Pechino.
    La società agraria si concentrava sulla terra e sul lavoro, la società industriale era incentrata sull’acciaio e sul petrolio, ma la società digitale dà la priorità ai dati e alla conoscenza.

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    Controiniziazione: osservazioni critiche su alcuni aspetti della dottrina di René Guénon [2]

    Le differenze tra le forme religiose possono costituire un fattore di profondità ben maggiore delle condizioni dell’esoterismo e possono affondare le radici nella metafisica stessa. Se con l’induismo e l’esoterismo islamico, in virtù della specificità delle loro tradizioni, la sintesi può essere realizzata piuttosto facilmente (mentre tutte le altre tradizioni vengono interpretate in termini esclusivamente peculiari), la questione si pone in modo diverso con le altre religioni.

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    Geopolitica della conoscenza

    Oggi, il fattore più importante che determina lo status di uno Stato nell’arena internazionale è il potenziale scientifico e tecnico del paese. I problemi di migrazione legati alla “fuga di cervelli” hanno attirato per la prima volta un’attenzione significativa all’inizio degli anni ’90. Ora il deflusso di personale altamente qualificato dalla Russia supera l’afflusso. La migrazione intellettuale è uno dei processi migratori globali che riguardano la Russia.

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    Problemi di dipendenza: risolvere il problema di sicurezza del software open source mondiale

    L’idea di un programmatore solitario che si affidasse al proprio genio e acume tecnico per creare il prossimo grande software era sempre una forzatura. Oggi è un mito più che mai. Le forze di mercato competitive significano che gli sviluppatori di software devono fare affidamento sul codice creato da un numero imprecisato di altri programmatori. Di conseguenza, la maggior parte del software è meglio concepita come bricolage: componenti diversi, solitamente open source, spesso chiamati dipendenze, uniti a bit di codice personalizzato in una nuova applicazione.

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    L’ interruttore della storia

    È come se all’improvviso fosse impazzito l’interruttore della luce. Il dito pigia compulsivamente, ma la lampada non si accende. Di tanto in tanto manda bagliori, squarci di chiarore accecante che mostrano scenari paurosi, ma non è la nostra volontà a premere. E’ tornata- non invitata – la storia e noi non sappiamo cosa metterci. Prima l’epidemia, con il terrore, la sofferenza, il ritorno della Grande Rimossa, la morte. Poi le menzogne associate, i pipistrelli, la scoperta dell’esistenza di laboratori che sperimentano quello che pudicamente chiamano “guadagno di funzione”, il rafforzamento di ceppi virali e la creazione di nuovi virus.