Tag: diplomazia

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    Biden esorta gli Stati Uniti a combattere per Taiwan

    Se la Cina si avventura a Taiwan per unificarla con la terraferma, gli Stati Uniti entreranno in guerra per difendere Taiwan e invieranno le loro truppe a combattere gli invasori. Tale è l’impegno assunto la scorsa settimana dal presidente Joe Biden. Alla domanda di Scott Pelley della CBS su 60 Minutes se gli Stati Uniti avrebbero combattuto per difendere Taiwan in caso di azione cinese, Biden ha risposto: «Sì, se ci fosse davvero un attacco senza precedenti». Pelley ha continuato: «Quindi, a differenza dell’Ucraina, per essere chiari, signore, le forze americane – uomini e donne statunitensi – difenderanno Taiwan in caso di invasione cinese».

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    Un secondo da mezzanotte

    I referendum organizzati questo fine settimana nel Donbass sono una vera svolta nella cosiddetta “guerra ucraina”. Nessuno dubita dei risultati. Come fa una popolazione di lingua russa a cui kyiv ha vietato l’uso della propria lingua materna, anche nell’educazione dei propri figli, ma soprattutto che da otto anni subisce le estorsioni dei battaglioni di rappresaglia neonazisti e i bombardamenti quotidiani , come potrebbe allora questa popolazione non dichiararsi favorevole all’adesione alla Russia. Quello che alcuni chiamano “ritorno a casa”.

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    Russia/USA, il punto di non ritorno è già stato superato

    “Se Kiev decide di attaccare il territorio del Donbass dopo il referendum, la reazione della Russia sarà quella di far saltare e distruggere tutte le centrali elettriche ucraine e i gasdotti che portano ancora il gas in Europa”. Lo ha annunciato il presentatore della TV russa, Andrey Norkin, riferendosi ad una filtrazione di informazioni non ufficiali.

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    Scenari del conflitto ucraino dopo la riunificazione della Novorossia con la Russia

    Le regioni di Donetsk, Kherson, Lugansk e Zaporozhye, che storicamente comprendono la maggior parte della storica regione russa della Novorossiya, dovrebbero formalmente riunirsi alla madrepatria entro la fine della prossima settimana. Questo sviluppo rappresenterà una svolta nel conflitto ucraino, poiché l’ombrello nucleare di Mosca si estenderà naturalmente sulle regioni appena incorporate.

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    L’oligarchia al potere nella UE ha indicato la “strada giusta” agli elettori

    Le elezioni politiche in Italia non rappresentano una vera sfida all’ordine esistente, visto che i partiti accreditati di maggioranza sono entrambi al servizio delle élite di potere dominanti: la UE, la NATO, il regime di Washington i grandi gruppi finanziari/industriali presenti nella Penisola.

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    L’Europa deve sperare che gli Stati Uniti non costringano la Russia a usare le atomiche tattiche in Ucraina

    Il presidente dell’Assemblea nazionale ungherese Laszlo Kover ha dichiarato all’inizio di settembre che “sotto la pressione esterna, l’UE sta agendo contro i suoi più elementari interessi economici e dovrebbe già essere considerata perdente, indipendentemente da quale delle parti direttamente coinvolte nella lotta si dichiarerà vincitrice”.

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    La nuova strategia di politica estera della Mongolia: bilanciamento con l’Asia centrale e nordorientale

    La Mongolia è incoraggiata a rafforzare la sua neutralità militare e a intensificare la sua strategia di soft-balance.
    Come in molti altri Paesi, i leader e i diplomatici della Mongolia sono alle prese con la strategia di politica estera in questo momento difficile. La Russia a nord è in competizione geopolitica con gli Stati Uniti e i suoi alleati europei per una sfera di influenza in Ucraina. Ora non è più solo un’operazione militare: è diventato un conflitto costoso, con incertezze sulla sua durata, sulla sua portata e sulle sue conseguenze.

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    Tutti i sostenitori del multipolarismo possono ancora aiutare la Russia

    I troll dei social media stanno propagando febbrilmente l’ultima narrazione di guerra informativa sulla mobilitazione parziale dei riservisti esperti della Russia, sostenendo che chiunque in tutto il mondo sostenga gli obiettivi del Cremlino nel conflitto ucraino ma non si offra volontario per andare al fronte è presumibilmente un ipocrita.

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    Guerra senza frontiere

    Filosofo americano di fama mondiale, politologo, uomo che si è candidato per otto volte alla presidenza degli Stati Uniti, Lyndon Larouche (ora deceduto) ha sostenuto che l’Ucraina è un “innesco” di una guerra termonucleare per la comunità mondiale. Il processo di attivazione è stato avviato da Stati Uniti e Gran Bretagna per indebolire o spezzare la Russia.