Tag: eurasiatismo

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    Decreto n.809: vengono poste le fondamenta di un’ideologia sovrana

    Nel suo discorso programmatico di Valdai del 27 ottobre 2022, il presidente russo Vladimir Putin ha sostenuto questa tesi:
    “La minaccia diretta al monopolio politico, economico e ideologico dell’Occidente è che nel mondo possano emergere modelli sociali alternativi”.
    O anche in modo più netto e definitivo:
    “Sono convinto che la vera democrazia in un mondo multipolare presupponga innanzitutto la possibilità per qualsiasi popolo – voglio sottolinearlo – qualsiasi società, qualsiasi civiltà di scegliere la propria strada, il proprio sistema socio-politico.”

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    Secondo mondo, semiperiferia e civiltà statale in una teoria del mondo multipolare [3]

    Veniamo a un terzo concetto, cruciale per comprendere la transizione da un mondo unipolare a uno multipolare e il posto dei Paesi BRICS in questo processo. Stiamo parlando del concetto di Stato di civiltà. Questa idea è stata formulata da studiosi cinesi (in particolare dal professor Zhang Weiwei [1]) e il più delle volte il concetto di Stato-Civilizzazione viene applicato alla Cina moderna e poi per analogia alla Russia, all’India, ecc. Nel contesto russo, una teoria simile è stata avanzata dagli eurasiatici, che hanno proposto il concetto di Stato-Pace [2]. In realtà, in quella tendenza, la Russia era intesa come una civiltà, non solo come uno dei Paesi, da cui il principale concetto eurasiatico – Russia-Eurasia.

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    Discorso di Vladimir Putin alla riunione del Valdai Club

    Il tema del forum di quest’anno è “Il mondo dopo l’egemonia: giustizia e sicurezza per tutti”. L’incontro di quattro giorni ha riunito 111 esperti, politici, diplomatici ed economisti provenienti dalla Russia e da 40 paesi stranieri, tra cui Afghanistan, Brasile, Germania, Egitto, Cina, India, Indonesia, Iran, Kazakistan, Stati Uniti, Turchia, Francia, Uzbekistan, Sud Africa e altri. Assente l’ignavia Italia.

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    L’eurasiatismo come alternativa alla prospettiva eurocentrica ed atlantista

    In questo periodo si parla molto dell’Eurasiatismo come visione geopolitica e storica, sebbene in forma spesso impropria o totalmente distorta.
    Ci sembra interessante in questa fase storica approfondire quali siano le caratteristiche peculiari e l’origine storica dell’eurasiatismo, una corrente di pensiero che è molto presente in Russia e si va diffondendo in Europa.

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    Shekhovtsov contro Dugin: un’incursione accademica

    Anche la mente di uno scienziato brillante può essere soggetta a strane aberrazioni. Tuttavia, perché “anche”, è possibile che gli scienziati in primo luogo rischino di impantanarsi in tutti i tipi di convenzioni pseudoscientifiche accademiche che possono far apparire inverosimile, bizzarro e semplicemente propagandistico anche il materiale buono per gli standard dei loro colleghi. Ad esempio, sappiamo che Alexander Dugin ha molti critici, e va bene: la critica è una cosa abbastanza sacra, ma Dugin ha ancora più seguaci, e la cosa più triste è trovarli in quell’ambiente “accademico” molto convenzionale.

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    SCO, un quadro di lavoro per l’attuazione delle politiche di vicinato

    Il vertice della SCO previsto a Samarcanda a metà settembre 2022 ha dimostrato il processo in corso di rafforzamento del mondo multipolare e il crescente interesse di altri Paesi per l’organizzazione. Gli ultimi passi compiuti con l’ammissione della Repubblica islamica dell’Iran nell’organizzazione ampliano notevolmente la portata geografica e dimostrano l’inclusività dell’organizzazione.

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    La polemica eurasiatica nell’opposizione [2]

    Questi sono i motivi fondamentali delle crescenti controversie tra l’opposizione, che difficilmente possono essere fermate a livello di autorevoli leader che invitano alla concordia e all’unità e offrono ammonimenti e simpatie personali. Su questo tema, tuttavia, queste contraddizioni sono di natura fondamentale e possono essere circostanzialmente paragonate alla disputa tra bolscevichi e menscevichi.

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    La polemica eurasiatica nell’opposizione [1]

    Negli ultimi tempi, il delicato equilibrio nel campo dell’opposizione politica e ideologica ha cominciato a essere sconvolto da una polemica crescente tra “etno-centristi” ed “eurasiatici”, “rossi” e “bianchi”, ecc. Da un lato, questa polemica ha chiarito i principi dottrinali di varie tendenze, movimenti e partiti che prima erano troppo spesso vaghi e formulati solo inconsciamente. Questo è un aspetto positivo.

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    Il cielo qui sulla terra: riflessioni ai margini del primo libro di Darya Dugina in lingua italiana

    Darya muore, Darya vive!

    Darya è morta. È una martire della politica. Anche la politica ha nella Storia i suoi martiri. Darya è una martire della Causa Eurasiatista la quale afferma la necessità della Tradizione, che si esprime metapoliticamente nella formazione di Civiltà multipolari in equilibrio e in sintonia tra di loro, che resistono e combattono contro l’anticiviltà del nuovo ordine mondiale.

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    Io sono Darya

    È finalmente pronto, giusto in tempo per i 40 giorni dalla tragica scomparsa per assassinio, il libro omaggio a Darya Dugina. È per noi una grande gioia ed un immenso onore poterlo consegnare a voi tutti, nella speranza che sia non soltanto un segno di memoria ma, soprattutto, uno sprone a proseguire la buona battaglia.