Tag: tv

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    Le relazioni dell’Egitto con Israele si deteriorano

    iniziate ad affiorare: secondo fonti credibili, l’Egitto starebbe tenendo colloqui segreti con l’Iran per normalizzare le relazioni tra i due Paesi.
    Ci sono stati diversi segnali di questo deterioramento, anche se l’Egitto è rimasto ufficialmente in silenzio sulla questione.

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    Servi più realisti del re

    Dopo giorni che non lo facevo, l’altro ieri sera accendo la TV per sentire un TG e vedere a che punto di sconcezza pornografica è nel frattempo giunta l’italica informazione. Capto al volo Barbara Palombelli che se ne viene fuori con un «I Russi bombardano la centrale nucleare di Zaporizia» quando da giorni pure i corrispondenti RAI più fanatici e azzerbinati nel leggere le veline di Kiev si limitano a dire semplicemente «La centrale viene bombardata» senza specificare da chi, perché ormai nessuno più può seriamente credere che i russi si auto bombardano.

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    Il legame tra la BBC e la NATO

    La morte della Regina Elisabetta II, quando la BBC ha abbandonato i programmi per mostrare trasmissioni interminabili, ha evidenziato per molti britannici il fatto che la rete è tutt’altro che imparziale, ma è la voce dello Stato.

  • Thumbnail for the post titled: Gli esperti finanziati GZERO Media si sbagliano sul fatto che gli USA vogliano “bilanciare” l’Asia del Sud

    Gli esperti finanziati GZERO Media si sbagliano sul fatto che gli USA vogliano “bilanciare” l’Asia del Sud

    GZERO Media, l’organo di informazione online fondato da Ian Bremmer dell’Eurasia Group, ha pubblicato nel fine settimana un articolo in cui si legge che “gli Stati Uniti avvertono l’India sui rapporti con la Russia: ‘Il Pakistan è il piano B'”. Citando esperti come Derek Grossman della Rand Corporation, Uzair Younis del Consiglio Atlantico e Michael Kugelman del Wilson Center – le cui istituzioni sono tutte parzialmente finanziate dal governo degli Stati Uniti, nonostante questo fatto non sia stato rivelato nel testo – l’articolo si basa principalmente sul fatto che la strategia americana nei confronti dell’Asia meridionale è tornata a bilanciare India e Pakistan.

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    Informazione, libertà e narrazioni geopolitiche

    Non c’è niente da fare: la cantilena del mainstream è: “Da noi in Occidente c’è libertà di stampa e informazione, in Russia c’è solo propaganda”. Non c’è niente da fare: i sedicenti analisti Occidentali tutti i giorni ci spiegano cosa ha in testa Putin, che l’Ucraina ha battuto i russi, che l’Occidente deve sostenere con armamenti l’Ucraina e possibilmente interrompere la fornitura di gas. Non c’è niente da fare: i soldati russi sono orchi ignobili che mangiano bambini, stuprano, torturano, usano armi chimiche, sparano alla schiena ai civili che escono dai rifugi per andare ad acquistare il latte per i neonati ospitati negli ospedali deliberatamente bombardati dai russi mentre gli ucraini, sulla riva del lago procedono alla moltiplicazione dei pani e dei pesci, ridonano la vista ai ciechi, guariscono dalla lebbra i diseredati di Gerusalemme, resuscitano Lazzaro e i suoi cugini.

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    L’Occidente e le armi di Hollywood

    Alla fine, in Ucraina l’Occidente impiega le armi più potenti: le telecamere di Hollywood.
    Le truppe russe hanno lasciato Bucha il 30 marzo dopo i negoziati in Turchia. Il 31 marzo in un video passato anche sui TG italiani, il sindaco Anatoli Fedoruk annuncia:
    “Il 31 marzo passerà alla storia della nostra comunità di Bucha come il Giorno della Liberazione. La liberazione da parte delle nostre Forze Armate dell’Ucraina dagli orchi russi, dagli occupanti russi. Quindi oggi, dichiaro che questo giorno è gioioso. Gioioso e questa è una grande vittoria nella regione di Kiev! E aspetteremo sicuramente in modo che ci sia una grande vittoria in tutta l’Ucraina”. Nessuna menzione di atrocità, nessun video/foto di quel che avrebbe trovato per le strade della cittadina.

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    Le menzogne mediatiche e le prossime mosse

    Oggettivamente le cose volgono al peggio. Il menzognero bombardamento mediatico dell’Occidente per mostrificare la Russia sale di livello. Di ieri la notizia che i russi hanno bombardato un ospedale pediatrico. Gli ucraini sul posto hanno dichiarato che ci sono stati 17 feriti e un morto tra le “persone”. Zelenskjy in mondovisione ha invece dichiarato che è stata strage di puerpere e neonati e i caritatevoli bombardatori degli ospedali di Belgrado e Baghdad gli sono andati in coda. Lo schema teso ad indignare l’opinione pubblica occidentale è lo stesso usato in Siria quando i media occidentali riprendendo la dichiarazione degli USA e relativi compari di merenda elencarono il bombardamento di 28 ospedali pediatrici a Damasco, quando in totale Damasco ne contava 2. Non viene detto che l’ospedale ucraino era evacuato dalle partorienti e dal personale medico e trasformato i sotterranei in deposito militare da parte dell’esercito ucraino.

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    “Great Game” in Ucraina: l’analisi geopolitica di Alexander Dugin per Tsargrad TV

    L’Ucraina non è solo una repubblica post-sovietica, non solo uno dei frammenti dell’Impero russo, ma la parte più importante del “Grande Gioco” geopolitico. Oggi, non solo il futuro della Russia e dell’Ucraina, ma il destino di tutta l’umanità viene deciso sulle rive del Dnepr. E il futuro di miliardi di persone dipende in definitiva dal fatto che l’Ucraina rimanga “anti-Russia” o torni al suo “porto natale”. Come mai? Le risposte sono nell’analisi geopolitica odierna della questione ucraina del filosofo Alexander Dugin.

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    La battaglia odierna

    Dopo aver chiesto al maestro Valery Gherghiev l’abiura dei suoi rapporti personali con Putin, la Scala gli ha tolto l’incarico di direzione d’orchestra (seguita a ruota da altri teatri europei). Intanto l’Università Bicocca di Milano (quella che qualche giorno fa aveva spiegato che le opinioni del prof. Broccolo sulla pandemia “non rispecchiavano il pensiero dell’istituzione”) ha sospeso un corso universitario su Fëdor Dostoevsky, prima motivandolo vagamente con “l’inopportunità del momento”, e poi spiegando che avrebbero dovuto inserire anche autori ucraini.

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    La Shakarova, ai media britannici, chiede il calendario delle “invasioni” per il 2022

    “Vorremmo pianificare la vacanza”, ha detto la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, rivolgendosi questo mercoledì ai “media di disinformazione” di Stati Uniti e Regno Unito, chiedendo loro di annunciare il programma delle “invasioni” russe per il 2022.
    “Una richiesta ai media di disinformazione americani e britannici Bloomberg, The New York Times, The Sun, ecc.: annunciare il programma delle nostre ‘invasioni’ per quest’anno. Vorremmo pianificare le vacanze”, ha scritto la Zakharova sui social network.