L’AP sostiene i doppi standard della comunità internazionale

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di Ramona Wadi

Il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu si basa sul forte sostegno della comunità internazionale all’espansione coloniale dello Stato dell’apartheid e sull’indifferenza internazionale nei confronti dei legittimi diritti politici del popolo palestinese. L’Autorità Palestinese, invece, è pronta solo a continuare a suonare la campana a morto per i palestinesi, con la sua interminabile attenzione al compromesso dei due Stati.

Secondo l’agenzia di stampa ufficiale dell’Autorità palestinese [AP], Wafa, il ministero degli Esteri ha rilasciato una dichiarazione in cui annuncia che “la posizione di Netanyahu è un colpo ai Paesi che sono orgogliosi di aderire alla soluzione dei due Stati e ai principi dei diritti umani, e i cui doppi standard forniscono protezione all’occupazione israeliana nei forum internazionali”.

L’AP deve ancora spiegare la sua dichiarazione. È corretto dire che i Paesi che aderiscono al paradigma dei due Stati hanno usato due pesi e due misure quando si tratta di Israele. Pertanto, la dichiarazione di Netanyahu è in linea con, e di fatto facilita, la cancellazione dei doppi standard attualmente utilizzati quando si tratta di sostegno internazionale all’espansione coloniale di Israele. Il compromesso dei due Stati è il principale doppio standard utilizzato dalla comunità internazionale e promosso dall’Autorità palestinese, contro le aspirazioni del popolo palestinese per la propria terra.

Mentre Israele si muove verso l’annessione – ricordate l’insistenza dell’ex ambasciatore statunitense David Friedman sul fatto che i piani di annessione erano solo fermati, non cancellati? – l’Autorità palestinese si aggrappa a paradigmi politici defunti, con grande soddisfazione della comunità internazionale. Il compromesso dei due Stati non è più praticabile e, se si realizzasse una versione modificata del piano originale, non si eliminerebbe nemmeno l’occupazione di Israele, per non parlare del suo colonialismo.

Tenendo presente che l’unico ipotetico Stato palestinese che Israele prevede è un’entità demilitarizzata, quale sovranità e indipendenza avrebbero i palestinesi? Israele non rinuncerà alla sua redditizia narrativa sulla sicurezza e i suoi insediamenti illegali nella Cisgiordania occupata e a Gerusalemme avrebbero la priorità. È chiaro che, in ogni caso, il compromesso dei due Stati che l’Autorità palestinese ama tanto promuovere come soluzione per i palestinesi non farà altro che garantire che essi non ottengano l’indipendenza politica.

Inoltre, i piani di annessione di Israele sono una priorità per Netanyahu. La comunità internazionale si esprimerà solo contro la formalizzazione dell’annessione, non contro l’effettiva espansione che ha creato le condizioni per l’annessione territoriale. La politica di Netanyahu, quindi, non è un colpo alla comunità internazionale. Al contrario, egli stabilisce le linee guida che la comunità internazionale dovrà adottare e che a sua volta farà pressione sull’Autorità palestinese affinché le segua.

L’AP non si è ancora resa conto che il defunto approccio dei due Stati facilita l’annessione? Due Stati sono ormai impossibili da realizzare e l’Autorità palestinese dipende completamente dai finanziamenti esterni per mantenere la sua posizione precaria, dato che gode di un esiguo sostegno tra il popolo palestinese che opprime attraverso i suoi servizi di sicurezza che lavorano nell’interesse di Israele. Quando l’AP ha parlato di un ritorno allo status quo dopo le elezioni presidenziali americane del 2020, ha completamente ignorato il fatto che Israele continua ad alterare lo status quo al punto che non se ne può parlare affatto. Eppure, nonostante tutta la sua retorica nel sottolineare i doppi standard internazionali, nessuno è così competente nel sostenerli come l’Autorità Palestinese.

Traduzione a cura della Redazione

Foto: Katehon.com

12 gennaio 2023

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